Mi dite qualcosa del turismo pasquale in Calabria?

Dal 18 aprile all’1 maggio, si sono mossi, per ragioni turistiche, 14 milioni di Italiani, chi a mare, chi in montagna, chi in città e musei, chi in tutte queste mete, eccetera…

Ho chiesto, senza risposta, e chiedo tuttora, quanti e quali di questi 14 milioni abbiano raggiunto la Calabria. Attenzione, voglio i dati assoluti, non quelli, sempre ingannevoli e sofistici, “in proporzione”. Esempio: a Soverato gli alberghi (ammesso siano aperti, il che, tranne uno, non sono) arrivano a 380 posti letto. Se nel 2018 fossero stati presenti 347 persone, e nel 2019 380, se io voglio gabbarvi dico che c’è stato un aumento del 10%; se voglio dire la verità, dirò che sono venute 38 persone in più, cioè quasi nulla.

In realtà, da indagini personalmente da me svolte pigliando un caffè, ho sentito dai baristi “poca roba”, eccetera. E parliamo di Soverato, che, bene o male, ancora attira: figuratevi altri luoghi della desolata Calabria.

Abbiamo accompagnato, Amoruso e io, una comitiva a vedere la Pietà del Gagini; assieme al grande spettacolo del 7 aprile, “Lo scalpello della Fede”, è tutto quello che, a oggi, si fa per il centenario dell’opera del Gagini. Aspetto notizie diverse, se ci sono.

Torniamo alla politica turistica regionale. Mesi fa, la Regione riunì un bel po’ di “tour operator” tedeschi, e la stampa e tv servili annunziarono sfracelli e miracoli: ebbene, quanti turisti tedeschi sono venuti, nella Pasqua del 2019? E quanti turisti forestieri in genere?

A occhio, quasi nessuno. Se non è andata così, informatemi.
Ah, non si sta verificando più nemmeno il ritorno degli emigrati. Gli emigrati degli anni 1960 o sono all’Aldilà o sono troppo vecchi, e restano a Milano; e i loro figli, ormai i loro nipoti, sono milanesi, e non sanno manco dov’è la Calabria; e vanno in vacanza dove pare a loro.

Secondo me, la Calabria ha perso l’occasione di Pasqua e feste varie. Di chi è la colpa? Di:

– Regione, con assessore Oliverio;
– Province e Comuni;
– Proprietari e gestori di alberghi, ristoranti eccetera, i quali, con qualche rara eccezione, NON vogliono lavorare; e magari a Pasqua se ne sono andati in vacanza altrove!
– Intellettuali dei prodotti tipici di Africo, i quali ignorano il patrimonio culturale calabrese; e tanto meno lo possono far conoscere ad altri: però, per restare ignoranti, pigliano soldi e premi letterari.

È in arrivo l’estate, e ad agosto, anzi quasi solo a Ferragosto… qualche furbo ci spiegherà che, “in proporzione”, la spiaggia di Sabbiaseccadisotto ha registrato un aumento del 3 per mille rispetto al 1876!
Vi prego, politicanti e passacarte della Regione, mi dite quanta gente è venuta in Calabria nel periodo pasquale? Omertosi, siete!

Ulderico Nisticò

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