Nel 2017 cresce meno il Sud. Occupati in calo. Boom dei contratti a termine

Situazione preoccupante per il Movimento “Italia Plurale”

L’aumento del Pil nel Mezzogiorno nel 2017 si ferma all’1% in volume e nel Centro Italia è dello 0,9%, meno della media nazionale dell’1,6%. L’Istat stima un rialzo del 2,2% nel Nord-ovest e dell’1,9% nel Nord-est.

Rispetto al 2011, le aree che soffrono gli abbassamenti del Pil più contrassegnate sono il Mezzogiorno (-0,5% medio annuo) ed il Centro (-0,4%). Nel Nord-ovest si rileva una effettiva stabilità mentre il Nord-est è l’unica sezione a marcare una crescita (+0,3%). Nel Mezzogiorno risalta la performance positiva della Campania e dell’Abruzzo, che segnano una crescita dell’1,6% rispetto all’anno precedente, seguite dalla Calabria (+1,1%). All’opposto il Molise segnala una flessione dello 0,4%.

Nel terzo trimestre del 2018 gli occupati si riducono di 52.000 (-0,2%) unità rispetto al trimestre precedente ma accrescono di 147.000 unità (+0,6%) rispetto al terzo trimestre del 2017. Lo rileva l’Istat nel report sul mercato del lavoro, evidenziando che il tasso di occupazione resta stabile al 58,7%.

Diminuiscono soprattutto i lavoratori dipendenti a tempo indeterminato (-0,7% sul trimestre precedente e -1,5%, pari a un calo di 222.000 unità, rispetto al terzo trimestre 2017). Gli occupati sono 23.255.000. Il tasso di disoccupazione nel terzo trimestre cala al 10,2% con una riduzione di 0,5 punti rispetto al trimestre precedente e una riduzione di 1,2 punti rispetto allo stesso trimestre del 2017. Lo evidenzia l’Istat sulla base dei presupposti destagionalizzati dando risalto al fatto che è aumentato il tasso di inattività (al 34,5%, +0,4 punti). I disoccupati sono 2.653.000 con una riduzione sia congiunturale (-5,1%) sia tendenziale (-12,1%, pari a un calo di 332.000 unità).

Nel terzo trimestre del 2018 gli occupati a termine erano 3.112.000, il valore più alto dal 1992. Si è registrato un aumento del 2,4% (+74.000, dato destagionalizzato) rispetto al trimestre precedente e del 10,9% rispetto al terzo trimestre del 2017.
Il Movimento politico, culturale e d’opinione “Italia Plurale” spera che la situazione possa realmente cambiare e che le cose in Italia possano tornare ad essere decisamente migliori risultati, che vi possa essere una riduzione del tasso di inattività, che la disoccupazione possa subire una forte riduzione sia congiunturale sia tendenziale.

Il Movimento politico, culturale e d’opinione “Italia Plurale” auspica che si possa registrare una sostanziale stabilità nel Mezzogiorno e che i dati sopra segnalati possano avere una performance positiva maggiore, soprattutto per ciò che riguarda la crescita del Pil nel Mezzogiorno.

 

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