Non facciamo ammalare gli immigrati… andiamo via dall’Italia

Quando il virogolo Roberto Burioni sul suo sito Medical Facts ha dichiarato che “siamo noi italiani a trasmettere batteri agli immigrati“, mi è parso evidente che non fosse il caso di farli ammalare. Evidentemente il nostro paese fa male a queste persone che, attraverso l’odissea dei loro viaggi della speranza, approdano in un paese che li disintegra nel fisico trasmettendogli virus resistenti agli antibiotici.

Leggiamo l’intera dichiarazione: “I batteri resistenti, i migranti li contraggono quando sono costretti a vivere, pigiati con altre centinaia di persone, in condizioni inumane in Paesi in cui i batteri resistenti agli antibiotici sono presenti in maniera molto abbondante. Indovinate qual è uno di questi Paesi? Avete indovinato: l’Italia, che non solo è un luogo di primo approdo per i migranti, ma anche un Paese (insieme alla Grecia), che primeggia in Europa per la presenza di questi pericolosissimi batteri resistenti ai farmaci. Dunque, non siamo noi che prendiamo questi pericolosi batteri dagli immigrati (le evidenze di trasmissione alle popolazioni locali sono ancora molto scarse)“. Un po’ come quando si introducono in una Nazione animali avulsi dall’ambiente e dal territorio e Burioni dichiarasse che non sono quest’ultimi ad alterare l’ecosistema di quella Nazione, ma la flora e la fauna autoctona che risultano deleterie per l’ospite inatteso.

Che fare dunque? Se non li accogli sei un barbaro perché dimostri disumanità. Se lo fai, gli fai rischiare la salute, e magari la vita, solo per il fatto di avergli aperto le porte del nostro paese (e ai virus nostrani). E’ un bel dilemma che Burioni non sa (o non vuole) risolvere. Non lo so, ditemi voi. Non sarebbe fosse il caso che, per evitare di farli ammalare, noi italiani andassimo via dal nostro paese? Secondo me è l’unica soluzione e anche se il virologo non lo dice, e a questo che probabilmente ha pensato. Siamo come gli abitanti di Gerico costretti a lasciare la loro terra perché Dio l’aveva promessa agli Ebrei di Giosuè.

Criticato dal giornale “La Verità”, Burioni ha rincarato la dose con un tweet dove ha voluto precisare: “Confermo che il contenuto del nostro articolo su Medical Facts rappresenta una corretta e rigorosissima lettura dell’articolo citato [del quotidiano, nda], pubblicato su Lancet Infectious Diseases. La Verità gli fa male lo so; ma i fatti sono fatti e bisogna accettarli anche se sgraditi“. E noi li accettiamo, caro il mio virologo, ma se paghi prima, nel momento di andare via, verremo a prenderti con i nostri gommoni e ti porteremo con noi. Dove andremo c’è sempre bisogno dello scemo del villaggio. Anzi, del pirla.

Gianni Ianni Palarchio (Blog)

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