“Non si cresce con il bullismo, ma con l’altruismo”, incontro con gli studenti di Botricello

Nella mattinata odierna si è tenuto un convegno dal titolo ”Non si cresce con il bullismo, ma con l’altruismo” nella sala convegni “Ilaria Alpi” del Comune di Botricello, presenti gli studenti dell’istituto comprensivo di Botricello guidato dalla dirigente scolastica Isabella Marchio che ha preso parte all’evento insieme al Sindaco di Botricello Michelangelo Ciurleo, all’assessore del Comune di Botricello Teresa Voci, alla presidente dell’associazione “Universo Minori” dottoressa Rita Tulelli ed alla presidente dell’associazione “Risveglio Ideale” onorevole Angela Napoli, al primario del reparto di Pediatria dell’Ospedale “Pugliese – Ciaccio” di Catanzaro Giuseppe Raiola e agli avvocati Domenico Poerio e Vincenzo Ranieri.

I relatori hanno approfondito le varie forme di bullismo, da quello “diretto”, che si manifesta con violenza fisica e verbale, a quello “indiretto”, che vede la sua manifestazione in comportamenti subdoli e calunniosi atti a minare nel profondo le relazioni sociali. Durante l’evento si è anche approfondita la similitudine tra la figura del bullo e quella del mafioso, i loro comuni denominatori sono la violenza nei confronti dei più deboli, il timore che incutono negli altri, l’omertà o l’indifferenza che viene suscitata in chi non viene colpito.

Nell’occasione è stato presentato il libro “Il fragile bullo” scritto dalla dottoressa Rita Tulelli con la prefazione dell’Onorevole Angela Napoli edito dalla casa editrice “La Rondine Edizioni”, protagonista del libro è il fenomeno del bullismo che è rappresentato da azioni di prevaricazioni e violenze piscologiche, verbali e fisiche, compiute intenzionalmente e continuamente da un giovane o da gruppi di giovani nei confronti di loro coetanei.

Interessante la relazione del dottor Raiola che ha proiettato delle diapositive, con il supporto del tecnico audio-video Francesco Mercurio, concernenti i disagi e le devianze minorili che troppo spesso si insinuano subdolamente tra i giovanissimi senza che questi possano avere gli strumenti giusti per riconoscere e soprattutto contrastare questi fenomeni, è nostra responsabilità mettere in guardia i ragazzi e nello stesso tempo renderli consapevoli di non essere soli in quanto intorno a ciascuno di noi c’è sempre qualcuno pronto a offrire il proprio sostegno.

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