Prossime regionali e silenzi

A proposito di silenzi, ce n’è uno importante, quello del presidente del Consiglio Superiore della Magistratura di fronte a uno scandalo che colpisce in pieno la suddetta Magistratura nei suoi livelli più alti. Chi è il presidente del Consiglio Superiore della Magistratura? Boh: ripassatevi la costituzione.
Per dirla con d’Annunzio, “il silenzio era vivo”. E tanto è vivo, che va di moda anche in Calabria a proposito di prossime elezioni regionali.

Filtrano due notiziole, appena appena sussurrate: che Forza Italia candida Occhiuto; e che il PD ce l’ha con Oliverio, il quale invece si vorrebbe comunque ricandidare, con o senza o contro il PD. Di 5 stelle, Lega e Fratelli d’Italia, a tutt’oggi non si sa niente.

Sono, lo vedete, cronache di e per addetti ai lavori… beh, diciamo lavori: ahahahahahahah. Sono informazioni che vengono dai partiti. E siccome ormai i partiti non esistono se non in quanto apparati, le informazioni vengono dagli apparati, e sono, più o meno, dei comunicati stampa; e valgono quanto i comunicati stampa.

E il resto della Calabria? Il resto della Calabria segue l’esempio dell’altissimo luogo, e tace. Fra pochi mesi si vota, e, al 14 giugno, non abbiamo sentito un soffio, un sussurro, un vagito, un sospiro, eccetera, da parte dei seguenti signori ed enti:

– i giornali e RAI, i quali, da bravi pesci in barile, si contentano dei suddetti comunicati stampa;
– gli intellettuali in genere, tutti impegnatissimi a combattere la magia segue cena, o a cercare qualche altro sbarco di Ulisse; troppo occupati, per curarsi delle regionali;
– gli intellettuali di Africo, incaricati di “una nuova narrazione della Calabria”, con prodotti tipici, e che finora non hanno narrato un parapiffio: ma prima o poi… poi!
– le tre università pubbliche e varie private, tutte intitolate al dio greco Arpocrate; che dio era? ma quello del silenzio! Ahahahahahahahah.
– la cultura cattolica, che non si contamina mai con la feccia di Romolo dove si discute con diversità di pareri, e sta benissimo nella repubblica di Platone, dove sono tutti ovviamente d’accordo;
– gli imprenditori, quei pochi che ci sono;
– i sindacati, che giustificano la loro esistenza compilando pratiche;
– eccetera.

Ah, dimenticavo le logge massoniche, di cui la Calabria brulica. Ma quelle sono le sole giustificate al silenzio, anzi, come è noto, obbligate. Tutti gli altri, che invece potrebbero e dovrebbero parlare, sono come le giraffe quando chiacchierano con i pesci a casa delle tartarughe.
In tale mutismo, dove si discutono i problemi della Calabria? Dove sono i suggerimenti dei competenti, ammesso in giro ce ne siano? Nessuno li richiede, e i competenti fanno gli struzzi.

Volete sapere come va a finire? Che i partiti (cioè, gli apparati senza iscritti), d’accordo o in disaccordo, litigando o fingendo di litigare, metteranno assieme delle liste, buscheranno dei voti, nomineranno presidenti e assessori… come, dal 1970, con A. Guarasci, A. Ferrara, P. Perugini, A. Ferrara di nuovo, B. Dominijanni, F. Principe, R. Olivo, G., Rhodio, D. Veraldi, L. Meduri, A. Loiero, M. Oliverio di centrosinistra, e G. Nisticò, B. Caligiuri, G. Chiaravalloti, G. Scopelliti e Stasi di centro(destra).
Vi ricordo che, in mano a costoro e vice e amici e parenti e relativi intellettuali, la Calabria è SOLO l’ultima d’Italia e terzultima d’Europa.

Ulderico Nisticò

 

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