Qualcosa sulle elezioni


 In Francia accade una cosa per noi in Italia curiosa: Macron, buscata una solennissima scoppola, prende atto che il parlamento non rappresenta più il Paese reale, e in cinque minuti lo scioglie. Ecco come funziona una repubblica almeno semipresidenziale; e nessuno dice che ciò è antidemocratico.

 La destra vince quasi dovunque, il che, a parte eventuali variazioni di singoli partiti in singole situazioni nazionali, è l’effetto di un netto mutamento di mentalità, oserei dire, persino, di visione della vita e del mondo. Vedremo se ciò diventerà una cultura di destra, di cui ancora si avverte la carenza in tv, cinema e romanzi.

 In Italia, la coalizione di governo risulta rafforzata e ben consolidata. Se, come fu, le elezioni erano un duello Giorgia – Elly, Giorgia ha stravinto, ma Elly, che si giocava la segreteria, è andata benino, dopo aver per strada abbandonato le due iniziali tematiche rumorose e perdenti: i diritti radical chic e l’antifascismo.

 Il Meridione… beh, la Calabria al voto, è anche in questo ultima d’Italia. Attenzione che non si tratta di una protesta, ma solo di un grigio disinteresse. Come ho scritto parecchie volte, l’argomento del Meridione è stato assente dalle grandi tematiche dei partiti (belle parole a parte!). Risultato, quasi unico in Europa, la sinistra supera la destra nella circoscrizione Sud. La destra, del resto, non si è molto sforzata di fare del serio e fattivo meridionalismo, soprattutto sul piano culturale: non basta fare le strade e i ponti, bisogna sapere dove e perché conducano. Lo stesso per i soldi, che il problema è spenderli.

 Tanto meno i chiassosi e barocchi meridionaldomenicali sedicenti borbonici (ma demorepubblicani: ahahahahahahahahah) hanno osato mettere assieme una loro lista “identitaria”. Magari, nel vuoto del Sud, arrivavano persino al 4,1% e mandavano un deputato! Impossibile, divisi come sono in 666 gruppuscoli per un totale di 333 aderenti in tutto. Vediamo se, di fronte al fallimento, la smettono di sognare ricchezze che mai furono e mai saranno, e faranno due cose: 1. studiare la storia con fatti e date e luoghi, e non le solite fandonie di primati di sbucciapatate elettronici, e piagnistei di congiure spaziali; 2. analizzare la realtà e proporre soluzioni credibili.

 Sono solo riflessioni a botta calda. Ora vedremo.

Ulderico Nisticò