Soverato e il Bengodi

 Con questo modo di fare le statistiche, vengono fuori le cose più esilaranti. C’è chi sostiene seriamente che il Sud paga più tasse del Nord: come, questa fandonia? ma “in proporzione”! In proporzione, l’ho scritto e lo ripeto, Soverato, con i suoi 7.5 kmq, vanta più Cinesi dell’intera Cina che di kmq ne ha nove milioni e rotti: in proporzione!

 Chi è lo scemo del villaggio che fa le statistiche con le divisioni? Uno che conta quanti abitanti fa Soverato, e divide per essi la somma degli stipendi e (soprattutto) delle pensioni; e siccome pensioni e stipendi risultano, la divisione produce effetti fantasmagorici.

 E invece le analisi del territorio si fanno in un altro e più credibile modo. Si va in giro per una città e nel suo territorio, e ci si chiede se ci siano tutte o almeno alcune delle seguenti attività: agricoltura, allevamento, artigianato, caccia, commerci al minuto, commerci all’ingrosso, frantoi, industrie, miniere, mulini, officine, pesca, scuole, servizi finanziari, servizi pubblici, turismo, uffici…

 E se si hanno occhi per vedere, ci si accorge che ci sono solo: uffici, turismo, servizi pubblici, servizi finanziari, scuole, commerci al minuto.

 E che gli uffici sono sempre di meno; e moltissimi esercizi al minuto hanno chiuso, e campeggiano malinconiche saracinesche con AFFITTASI.

 Resistono scuole e ospedale.

 Il turismo… c’è, ma rende il 20% della potenzialità; ed scarso il suo indotto e nelle assunzioni e nello smercio di prodotti del territorio circostante.

 Ovvio che Soverato non è “povera”; ma nemmeno “ricca”. Del resto, ricco e povero non sono categorie della scienza economica, ma della letteratura. L’economia si fonda su produzione e distribuzione dei beni e servizi, i quali non possono essere distribuiti se non vengono prodotti. E qui, di produzione non si vede ombra.

 Insomma, torniamo a stipendi e pensioni; e ricordiamo che i pensionati non sono eterni; e che già quando andarono in pensione, il loro posto non è stato occupato.

 Senza dire quelli che, pensionati, vanno a raggiungere i figli altrove.

 Così l’immenso patrimonio edilizio soveratese sta perdendo valore monetario.

 Non ci servono sogni di gloria e illusioni di Eldorado, ma analisi concrete e fatte di cose e non di numeri immaginari. E riscoperta di attività proficue:

  • ripensamento radicale del commercio: non hanno speranza le molte decine di negozi di indumenti uguali, e tutti uguali al mercatino; e occorre specializzazione e salto di qualità;
  • lo stesso per i servizi;
  • il turismo va urgentemente liberato dalla mania collettiva di “quanta gente sul Lungomare”; serve operatività di almeno sei mesi, secondo le diverse tipologie di domanda, che, detto in generale, Soverato e la Calabria ignorano: turismo di salute, di riposo, culturale, di studio, religioso…
  • bisogna utilizzare gli appartamenti sempre più vuoti di famiglie, ma solo se regolarmente e con buoni livelli di dotazioni, e solo tramite agenzie; e solo a gente che esibisca documenti in ordine;

 Tutto questo richiede professionalità e organizzazione, e non occhiali a colori che fanno vedere rosa e blu quello che invece è palesemente grigio.

 Finora, questa favola della città più ricca causa unicamente l’evidenza che a Soverato i carburanti costino parecchio di più di qualsiasi altro luogo. Davvero un bell’affare!

Ulderico Nisticò

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