Tragedia a 27 anni, il cuore e le origini calabresi: addio a Jasmine Arcuri, assistente sociale e studentessa


​Quattro arresti cardiaci improvvisi, un’agonia straziante e un cuore giovane che, nonostante una battaglia disperata combattuta da un’equipe di dodici tra medici e infermieri, ha finito per cedere.

È venuta a mancare a soli 27 anni Jasmine Arcuri, originaria di Cutro in Calabria, in una scomparsa che ha spezzato una vita straordinaria e strappato alle sue passioni un’anima profondamente legata alla sua terra d’origine.

​La lotta in ospedale e il ricordo della madre
​La tragedia si è consumata dopo ore di disperata resistenza. Nonostante il massimo impegno del personale sanitario, che dalle prime ore del mattino fino alle 18 di lunedì ha tentato il possibile per salvarla, un’emorragia addominale provocata dai ripetuti arresti cardiaci non le ha lasciato scampo.

A ricordarla con parole cariche di strazio e amore è la madre, Giusy Muto:
​”Mia figlia era un angelo. Ha combattuto fino all’ultimo, senza arrendersi fino a quando a niente sono valsi i suoi sforzi.”

Una vita spesa per gli altri tra studio e lavoro
​Nata nel 1999 nella cittadina crotonese di Cutro, Jasmine aveva costruito il suo percorso sul valore dell’impegno civile e dell’ascolto. Lavorava come assistente sociale al padiglione Morel dell’ex Spallanzani, dividendosi quotidianamente con determinazione tra gli impegni professionali e i libri dell’Università di Parma, dove stava proseguendo il suo cammino accademico dopo aver già brillantemente conseguito la laurea triennale.

​Il ritratto migliore della sua vocazione e della sua sensibilità emergeva dalle sue stesse parole, affidate a un’intervista radiofonica dello scorso aprile:
​”Io non lavoro sulle persone ma con le persone. Non voglio stare sopra, voglio creare fiducia: nel mio sistema di welfare ideale chiedere aiuto non deve essere un limite, ma un diritto.”

Una visione limpida e generosa che riassume il senso di un’esistenza interrotta troppo presto, lasciando un vuoto incolmabile tra i familiari, i colleghi e quanti hanno incrociato la sua strada umana e professionale.