Trasversale: le cose lunghe…

 Un antichissimo proverbio calabrese recita così: “I cosi longhi, diventanu serpi”. Se la Trasversale fosse stata iniziata e finita in tempi decenti, direi in tempi normali, ora celebreremmo il mezzo secolo della sua storia; e invece siamo ancora alle polemiche, alle proposte, alle proteste, alle varianti, agli svincoli sotto casa…

 Se iniziata e finita, la Traversale avrebbe già da un pezzo rivolto al territorio i suoi benefici; e invece il territorio collinare, nel frattempo, ha subito due evidenti fenomeni: lo spopolamento e l’invecchiamento della popolazione. Fenomeni evidenti per chi ha occhi e orecchie, anche se non per quelli che s’illudono di vivere in qualche altro tempo o passato o futuro, e ignorano il presente.

 A questo punto, cerchiamo di riparare, iniziando i lavori, e finendoli. Come in tutti i lavori pubblici, qualcuno avrà da lamentarsi… Beh, quando costruirono la Torre di Babele e avvenne la confusione delle lingue, tantissimi ne subirono qualche inconveniente o guaio, ma non c’è dubbio che si arricchirono i venditori di vocabolari!

 Ordunque, urge procedere in tal senso:

  1. Progetti tecnicamente seri. E niente svincoli ogni cento metri per i comodi o la paesana vanagloria di qualcuno: tipo Argusto, per capirci.
  2. Espropri, ma anche pagamento immediato. Quanto, è stabilito dalla legge: il valore di mercato; quando, subito.
  3. Il valore di mercato, quello è; e non stiamo parlando della California e di appezzamenti coltivati a rose.
  4. Altrettanto immediati sondaggi di interesse archeologico: ci pensa la Sovrintendenza, secondo scienza e legge. E nessuno se ne venga fuori con il centesimo sbarco di Ulisse per far visita ai Templari.
  5. Inizio dei lavori, al volo e senza tergiversazioni.
  6. Conclusione dei lavori, strettamente entro i tempi tecnici.
  7. Inaugurazione, come abbiamo inaugurato la Gagliato – Chiaravalle: un giro, poi panini zeppole vino tarantelle: io ero in calzoncini. Guai a chi volesse tagliare nastri e blaterare retorica in politichese: della Trasversale si devono solo vergognare tutti, altro che fanfare e scopertura di lapidi.

 Vedrete che, a strada finita, tanti esulteranno a colpi di “L’avevo detto io… ”, e nessuno si ricorderà del Comitato, e tanto meno del modesto sottoscritto. Ma noi ce ne freghiamo rotondissimamente, giacché vogliamo la strada, mica gli applausi.

 Perché vogliamo la strada?  Perché ogni strada porta benefici indiretti, prima che diretti, a 50 km. dx e 50 sx. Perché, nel nostro caso particolare, tutto il territorio, dotato com’è di innumerevoli abitazioni in stato di semi o abbandono del tutto, può essere utilmente destinato al turismo.

 All’unico tipo di turismo che possiamo fare, qui da noi: familiare, della terza età, di salute, culturale; e con il mare vicino… se ancora qualche disgraziato ciancia di Rimini del Sud e Taormina del Nord e Ibiza dell’Est, e alberghi di megalusso per miliardari, va solo preso a pernacchioni. Ma le famiglie, ma gli stranieri nordeuropei ricchi pensionati, ben volentieri abiterebbero in paesi tranquilli e non troppo afosi; e con una strada decente, farebbero anche il mare.

 E non i soliti quindici giorni che noi spacciamo per perle e perline; mesi di lavoro. Vi piace questa parola, lavoro?

Ulderico Nisticò