Trenitalia – Scriteriate soppressioni, la jonica terra di nessuno


Mobilità pubblica: l’area della Magna Graecia tagliata fuori e nuovamente mortificata da una visuale irrispettosa dei popoli che ivi abitano.

Non bastavano i ritardi operati dal Mibatc (Ministero dei Beni Culturali) all’elettrificazione del binario sul tronco Sibari – Corigliano Rossano, ora s’aggiunge la soppressione scriteriata e neanche programmata di diversi convogli lungo la tratta Sibari – Crotone. 

100 Chilometri di linea ferrata, non elettrificata, con locomotori degli anni ’60, stazioni chiuse dall’aziendalismo, ora addirittura privati di alcune delle poche corse a disposizione. 

Rete Ferrovia Italia, Trenitalia, Governo nazionale e regionale, avevano già annunciato che il contratto (Regione- Trenitalia) per la durata di 15 anni, a partire dal 13 gennaio 2020, avrebbe avuto un incremento di circa 100.000 km/treno anni, un aumento del numero delle corse dei treni regionali, privilegiando le tratte Catanzaro lido – Lamezia Terme Centrale, Melito Porto Salvo- Villa San Giovanni, Paola- Cosenza, Catanzaro lido – Locri, oltre ovviamente alla priorità dei capoluoghi storici. Nessun collegamento che privilegi le coincidenze con l’unico Freccia Argento “Sibari-Bolzano” da e per il Crotoniate e l’Alto Jonio, tanto meno corse tendenti ad avviare una seria e valida programmazione che favorisca il raggiungimento lungo la dorsale jonica dello scalo aereo di Crotone. Nessun collegamento, inoltre, dallo Jonio con l’Università di Cosenza, nonostante la forte utenza studentesca.

A più riprese abbiamo denunciato come a parità di prelievo fiscale gli jonici abbiano costi raddoppiati anche sulla mobilità pubblica, altro che servizio reso dallo Stato. Un solo esempio a parità di convoglio: il costo del biglietto di un FrecciArgento Paola – Roma è pari a 32,90 euro, il Sibari – Roma 62,90. All’incirca il doppio. Disparità di trattamento insopportabile di cui non si carica la classe politica, né nazionale, né regionale e, quel che ancor più grave, quella locale ancora ferma nella decisione di aggredire politiche deleterie centraliste. 

Silenzi persino sulla recente notizia circa la DIAGONALE DEL MEDITERRANEO, che nei fatti isola completamente e definitivamente la tratta Sibari – Crotone, generando prelazioni per la direttrice Sibari-Cosenza-Paola, piuttosto che per la Sibari-Crotone-Catanzaro Lido-Lamezia. 

A tutto questo ora si somma la soppressione di diverse corse fra il capoluogo Pitagorico, la terza Città della Calabria e lo snodo di Sibari.  A parere del Comitato, tale orientamento continua a rispondere a logiche non solo di isolamento della costa jonica, ma di tutela di sostanziali interessi al fine di favorire il traffico su gomma, tra l’altro su strade impercorribili ed ancor più disagevoli per i lavori di inutili e dispendiose rotonde durante il periodo estivo, nonché la prelazione di altri scali aerei a danno dell’aeroporto di Crotone.

Tutto questo mentre nel profondo Sud della Calabria è ormai operativo da anni il sistema metropolitano leggero tra Melito Porto Salvo e Rosarno, con treni cadenzati ogni 45 minuti, lasciando nel completo impasse l’asse Sibari – Crotone. In quella stessa tratta in cui è stato impiegato il treno “swing”: ricordiamo tutti quella presa in giro d’un tempo quando inaugurarono tale convoglio lungo l’arco jonico. Neanche il tempo del cerimoniale e quel treno venne collocato sulla tratta dell’area metropolitana reggina. Non è questa l’idea di Stato che ha Magna Graecia! Uno Stato autorevole e dignitoso non deve produrre sperequazioni, ma deve garantire servizi equi per tutti i territori.   

La strategia delle privatizzazioni e della pseudo aziendalizzazione è quella di far passare l’idea dei “numeri” o della scarsa frequentazione, ben consapevoli che lo Stato e le Istituzioni continuano ad adottare politiche nefaste disincentivanti tali da poter poi falsamente giustificare i mancati interventi. Un gioco che è durato fin troppo tempo e che è ora di arrestare! L’auspicio è che tutto questo entri nelle coscienze dei cittadini ai quali è demandato il diritto a una giusta indignazione. 

COMITATO MAGNA GRAECIA