Tutti e tutto ad Alli?

discarica-alliStamani 23, equinozio d’autunno, ore passò verso le 8 un possente autocarro della spazzatura, e, con l’ausilio di paranchi, caricò il contenuto di tutti i cassonetti di via Cassiodoro. Povero Cassiodoro, ha una via misera: ma di questo, un’altra volta.
Tutti i cassonetti nello stesso cassone, e ritengo che l’autocarro abbia preso micio micio la via di Alli, dove si trova un immondezzaio chiamato elegantemente discarica. Ogni tanto s’intasa, e noi ci teniamo la sozzeria; ogni tanto è accessibile, e la scarichiamo.
Credo ciò avvenga in almeno quattro quinti dei Comuni calabresi; perciò sia lecito affermare che ogni giorno la Calabria, che è l’ultima d’Italia e d’Europa e prima per indigenza, distrugge qualche decina di migliaia di euro e più di mancata utilizzazione remunerativa dei rifiuti.
Vi ricordo i sedici (16) anni di commissariamento, in cui i vari Chiaravalloti, Meduri, Loiero, Scopelliti (cito a memoria) pigliavano un compenso per scaricare la spazzatura nello stercolino, per dirla con Plauto. E mai venne loro a mente una soluzione alternativa. Che aquile!
Né viene a mente oggi alla Regione dotata di Giunta Di Alto Profilo (maiuscole!), e si continua a “sverzare” ogni sorta di porcherie negli stessi siti di sempre; che prima o poi scateneranno qualche peste bubbonica tipo Iliade, 429 aC, 1348 e morti manzoniani del 1630…
Plastica, metalli, umido… tutta merce che qualcuno vorrebbe e la pagherebbe pure; e che qualcun altro dovrebbe lavorare e smettere così di essere disoccupato. Eh, lavoro! Diciamo che la Regione aprirebbe un Ente con presidente, vicepresidente, consiglio, supplenti, passacarte a iosa… e pochissimi sfigati che non hanno trovato una sedia di finto impiegato e fingono di separare le porcherie.
Poi dite che la Calabria è povera, e ve la pigliate, che so, con i Romani antichi, magari pensando che i due consoli fossero Alemanno e Marino. E invece la colpa è della Calabria, e, in testa, della Regione: di sinistra, A. Guarasci, A. Ferrara, P. Perugini, A. Ferrara di nuovo, B. Dominijanni, F. Principe, R. Olivo, G. Rhodio, D. Veraldi, L. Meduri, A. Loiero; di destra (ridete!), G. Nisticò, G. Chiaravalloti, G. B. Caligiuri e G. Scopelliti proseguito in Stasi; oggi, di snistra, Oliverio. Destra, sinistra, si fa per dire.
Cambiano i presidenti e i partiti, e Alli è come l’inno del poeta secondo il Carducci: resta!

Ulderico Nisticò

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