Ursula in Turchia, e le festicciole da ballo

 Nei lontanissimi anni 1966 sg, in tempi quando le mamme stavano ancora sul collo delle figlie, l’organizzazione di una festicciola tra ragazzi era preceduta da un mese di estenuanti trattative: se viene Y non viene X; se viene Y si offende Z… Alla fine, andava tutto bene. Io avevo 16 anni. Ebbene, non mi capacito come Ursula, che di anni ne ha 63 ed è, dicono, baronessa, quindi abituata, spero, a un certo ambiente, Ursula dunque e i suoi collaboratori non abbiano concordato i termini dell’incontro con il turco, sedie incluse. Dei diplomatici seri, sapendo che Ursula sarebbe rimasta in piedi, avrebbero fatto sapere al mondo che Ursula non ci andava.

 Attenzione, Ursula non riscuote minimamente le mie simpatie, e la ritengo fuori posto nel posto che misteriosamente occupa, e di cui non è all’altezza; e tanto meno mi curo del suo sesso. In quel momento, Ursula era l’Europa, e andava rispettata come tale, nella funzione, non nella persona. Ai tempi della diplomazia classica, i re d’Europa erano tutti cugini: primi cugini, nel 1914, il kaiser di Germania e lo zar di Russia, però si dichiaravano lo stesso la guerra, e senza farne una questione personale, e con tanti riguardosi saluti alle rispettive zie.

 E non parliamo di un buzzurro come Michel, altro europoide, il quale si è seduto in primo piano, fregandosene di Ursula finita, e nemmeno invitata, sul sofà. Riassumendo:

  1. Tutto doveva essere accuratamente preparato prima, incluso dove i tre dovessero poggiare le terga.
  2. Le sedie sono importanti, nella storia: non a caso si dice che “il re Taldetali salì al trono”, il quale altro non è che una lussuosa sedia; e le riunioni si chiamano “sedute”.
  3. Se il turco, nonostante le trattative, avesse continuato ad insolentire, i due dovevano rifiutarsi di entrare nella sala. Carino, vero, uno scandalo internazionale!

 Ma il peggio ce lo mette Draghi, il quale nella faccenda non c’entra niente e nemmeno era lì, però trova il modo di scatenare un incidente diplomatico tra Italia e Turchia, il primo dopo il 1911-2, Guerra di Libia; e chiama Erdogan un dittatore, beccandosi la risposta che il dittatore Erdogan è stato eletto, mentre il democratico Draghi no. Il che, almeno secondo la forma, è vero.

 Dov’è finita, la diplomazia? Altri secoli, quando era tutto centellinato nei minimi particolari; e quando chi andava in visita al Sommo Pontefice doveva vestirsi in un certo modo, e le donne, regine incluse, rigorosamente in nero; se no, le guardie svizzere brandivano le alabarde e non li facevano entrare.

 Ma i diplomatici di allora, prima di entrare in carriera, avevano stile fin dalla culla. Oggi mandiamo in giro Michel, ed è quanto dire. Ursula è baronessa, ma non se ne è accorta.

Ulderico Nisticò