Come dicono in Toscana, la colpa morì fanciulla…

 …cioè, non se la volle e non se la vuole sposare nessuno. E ricevo cortesi proteste da persone che stimo moltissimo; vero, ma se io mi metto a fare eccezioni per gli amici, e per i pochi meritevoli, entro anche io nel sistema, e non è mia intenzione.

La Calabria brucia, gli interventi sono disconnessi… e non è colpa di Questo, che la scarica su Quello, e Quello su Quell’altro. Curioso è che, presi uno per uno, hanno ragione, e c’è sempre una competenza X indicata da una legge Y più, male che vada, sentenza del TAR che a nessuno si nega. Quanto a me, sarei in evidente contraddizione, se cadessi pure io nel gioco delle colpe. Chi ce l’ha, se le tenga.

 La verità è che non funziona niente come dovrebbe. E a poco vale rivendicare che Tizio lavora e Caio ancora più di lui, perché non ho mai visto una macchina viaggiare bene con una ruota di ottima qualità e giusta pressione, e le altre tre vecchie, usurate e sgonfie. Eccetera. È il sistema tutto che non funziona; e un sistema può funzionare solo tutto assieme. Esempio professionale: se in una classe c’è un professore bravissimo assieme a colleghi scalcinati, il solo risultato è che ne escono sconcertati i ragazzi.

 Nel nostro caso, non funziona la prevenzione degli incendi nei boschi: e non mi venite a dire che la responsabilità non di X secondo un decreto di Teodosio II. Attenzione, non stiamo parlando di foreste inesplorate, che in Calabria esistono solo nelle fantasie malate dei dotti, ma di Siano che è attorno a Catanzaro, e del Parco che è dentro Catanzaro, capoluogo di Regione.

 Gli incendi non sono casuali; l’autocombustione non esiste; la sigaretta del distratto, non brucia. Qualcuno appicca il fuoco. Ebbene, se ne becchi uno, con qualche segue…

 Ma i boschi sono puliti? E di chi è la competenza, per pulirli? Chi ha mai controllato? Che ci stanno a fare, i politici?

 A proposito, me ne frego della campagna elettorale, e per politici regionali calabresi intendo tutti quelli al potere dal 1970 ad oggi. Lo stesso per i passacarte e sederi piatti. Ma anche i prefetti, i questori, i comandi CC eccetera, davvero non hanno nessuna colpa? I sindaci che ora piangono, e prima non si sa? E gli inutilissimi senatori e deputati di cui la Calabria brulica? 

 Gli intellettuali calabresi, invece sono innocenti: troppo impegnati a piangere in convegno e berci sopra a cena, non vanno mai nei boschi, anzi nemmeno a spasso in città, quindi non vedono il degrado. In compenso, auspicano, nei prossimi secoli, un cambio di mentalità… tipo l’ONU quando chiede ai talebani di non conquistare Kabul, e quelli, per la prima e unica volta nella loro malinconica vita, si scompisciano dalla risate!

 A proposito, ragazzi, che figura di sterco, USA e NATO e Italia! Lo vedete che non funziona niente mica solo in Calabria?

Ulderico Nisticò