Gli studenti dell’IIS Enzo Ferrari di Chiaravalle in visita al Treno della memoria del milite ignoto

Era il 4 novembre del 1921 quando la salma del Milite ignoto venne trasportata da Aquileia a Roma. Pochi giorni prima – il 28 ottobre – la madre di Antonio Bergamas aveva scelto, tra undici caduti non identificati (undici a titolo esemplificativo dei diversi fronti su cui l’Italia aveva combattuto la Prima Guerra Mondiale) quella che potesse essere la salma del soldato ignoto da commemorare.

Il “Treno della Memoria” è un progetto voluto dal Ministero della Difesa, in collaborazione con il gruppo Ferrovie dello Stato italiano e con il sostegno della fondazione FS e della Struttura di Missione per la valorizzazione degli anniversari nazionali.

Una mostra itinerante con 17 tappe e 730 stazioni coinvolte, comprensive di tutti i capoluoghi di regione, per un percorso di 5000 km: il 22 ottobre è stato il turno di Catanzaro Lido.

Una sosta condivisa dagli studenti dell’I.I.S. “Enzo Ferrari” di Chiaravalle Centrale che, sotto la supervisione di alcuni dei loro docenti hanno potuto partecipare a questo “traiN” d’union: un “treno” d’unione, perché salire a bordo dello stesso, e poter visionare il museo ivi allestito per l’occasione, significa commemorare “insieme” il sacrificio di quanti abbiano dato la propria vita per il loro Paese.

È il messaggio di appartenenza ad una patria comune, difesa strenuamente fino alla morte. Gli studenti dell’I.I.S. “E. Ferrari” sono stati più volte chiamati ad essere tutti parte di un unicum ed hanno sempre risposto in coro all’unisono. Le classi coinvolte sono state quelle del triennio dei tre plessi dell’Istituto e gli allievi presenti appartenevano alle classi 5°BBS, 3°AP, 4°AP, 5°AP, 3°ALS, 3°BLL, 4°ALS, 5°ALS, 5°BLL.

Un’iniziativa sposata e vissuta in prima persona dal nuovo Dirigente dell’Istituto, Fabio Guarna, su proposta dell’U.S.R. Calabria. L’uscita scolastica degli alunni non ha avuto una sola tappa ma, al pari del viaggio del “Treno”, è continuata… Fino ad arrivare al Museo ed al Parco archeologico nazionale di Scolacium, a Roccelletta di Borgia. Guida per l’occasione il professore Francesco De Leo, di cui l’istituto ha la fortuna di godere come risorsa interna: il docente, tra le guide turistiche più apprezzate del basso Ionio, ha sapientemente spiegato ai giovani presenti la storia di Skylletion, città della Magna Graecia, che divenne una prospera colonia romana, Scolacium.

Ha poi detto di come l’area, oggi espropriata, fosse parte dei possedimenti dei baroni Mazza e, prima ancora, dei Massara di Borgia, proprietari di un’azienda per la produzione di olio. Una volta ultimato il giro del Parco, immersi in un uliveto secolare, si è passati ad una terza tappa…quella della convivialità.

Il convivium è un banchetto, il mangiare insieme è festa. In un momento in cui i rapporti umani devono trovare terreno fertile per rinsaldare le loro radici e far germogli, niente è più rigenerante di una condivisione d’idee all’ombra di un uliveto secolare con coetanei. La Dirigenza dell’I.I.S. “E. Ferrari” ha tenuto conto di tutti questi aspetti nel momento in cui ha deciso di coinvolgere gli studenti in questo breve, ma altamente costruttivo, iter.