Miracolo stradale a Roccella

SGC_Jonio-Tirreno_tratto_riaperto_dopo_lavori_nuova_S.S._106Poi dite che la cultura grecolatina non serve a niente! Vado, il 13, a Gioia Tauro a presentare il mio “Muse ioniche”, e decido di passare dalla 106, dopo essermi accertato che si percorra il viadotto di Caulonia. Il viadotto di Caulonia lo hanno finito, dopo anni, da poco, ed è evidente che cemento e ferro sono stati molto ma molto risparmiati. Tuttavia passo, e, sorpresa!
Sorpresa? Trovo un inatteso cartello “ROSARNO”, e non mi pare vero! E arrivo effettivamente sulla Ionio – Tirreno dopo tredici chilometri di una magnifica strada a quattro corsie e gallerie illuminatissime, e che consente di saltare le Forche Caudine e strettoie di Roccella e la serie di semafori di Gioiosa! Miracolo!
Quante centinaia di volte, percorrendo lemme lemme la via costiera, levai gli occhi verso una strada da almeno trent’anni iniziata e chiusa! Quante volte ci fece dell’amara ironia tipo Superstrada delle Serre! Venerdì 13, a onta della iettatoria data, ci sono passato sopra!
Sarei curioso di sapere a quale santo, o probabilmente a quale diavolo dobbiamo il prodigio! Chi ha avuto il potere di sboccare un incantesimo pluridecennale! Chiunque sia stato, pubblicamente gli innalzo una lode.
Ebbene, che significa? Che, come diceva la mia bisnonna, “duva non pota Domini, pota Sdomini”, ovvero, se si vuole, si fa, con o senza regole, con o senza burocrazia, con o senza attendismi e prudenze e chiacchiere, ma con le spicce.
Non si potrebbe fare lo stesso sulla sedicente Trasversale delle Serre? Non si potrebbe con energia costringere l’ANAS a spiegarci come mai non apra il tratto Gagliato – Argusto?
A Roccella qualche diavolo ci ha messo la coda: qui da noi siamo tutti angioletti?

Ulderico Nisticò

 

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