Operazione “Mari Neri” sullo sfruttamento del lavoro, sequestrati 665mila euro a due imprenditori

E’ stata ribattezzata “Mari Neri“, l’operazione della guardia di finanza che ha portato al sequestro preventivo di 665mila euro nei confronti di un noto gruppo imprenditoriale lametino operante nel settore della grande distribuzione. I due imprenditori, amministratori di diritto e di fatto di tre società di capitali, una delle quali ora fallita, operano nel lametino nel settore della grande distribuzione, e sono indagati per sfruttamento del lavoro ai danni di 79 dipendenti, per fatti accaduti tra il 2016 e il 2017.

In particolare, è stato disposto il sequestro di somme di denaro e beni per 665 mila euro nei confronti degli indagati e delle società per le quali è stata ipotizzata la responsabilità amministrativa degli enti prevista dal D. Lgs. 231/2001.

L’operazione scaturisce da complesse e articolate indagini, dalle quali sono emersi gravi indizi di reità a carico degli indagati che avrebbero impiegato manodopera per lo svolgimento dell’attività di azienda, sottoposta a condizioni di sfruttamento, corrispondendo retribuzioni in modo palesemente difforme dai contratti collettivi nazionali, violando la normativa relativa all’orario di lavoro ed approfittando del loro stato di bisogno derivante dall’assenza di ulteriori opportunità occupazionali.

Gli indagati avrebbero imposto ai lavoratori di rinunciare a parte delle ferie, alle indennità per impiego nei giorni festivi e alle ore di straordinario, pena la mancata assunzione. Il tutto, avrebbe consentito agli imprenditori di trarre gli illeciti profitti. Le indagini sono risultate particolarmente complesse e difficoltose sia per l’iniziale scarsa collaborazione di molti dipendenti, timorosi delle ritorsioni dei datori di lavoro, sia perché formalmente le buste paga non presentavano palesi irregolarità.