Trasversale: fra poco ci siamo?


 Leggiamo con piacere, e anche con legittima soddisfazione, il comunicato ufficiale dell’ANAS sulla situazione e sulle prospettive della Trasversale. A fiuto – e in queste cose conta il fiuto – si avverte la netta differenza tra proclami generici e una dichiarazione seria e concreta, che parla di progetti veri e di soldi. Lode al commissario Caporaso e all’ingegner Canalella; e anche al governo, che sta mettendo mano a provvedimenti il meno possibile lenti e farraginosi; e che mirano al risultato, senza perdersi in scartoffie.

 Per chi lo avesse chiaro, ripetiamo il concetto: a che serve, la Trasversale? Serviva già quando l’annunziarono, nel 1968; e oggi è urgente, perché in questi lunghi decenni i territori interni della Calabria Centrale si sono spopolati, e la loro economia è in crescenti difficoltà. Ebbene, una strada per sua natura apporta benefici non solo e non tanto alle zone lambite, ma a cento chilometri da una parte e dall’altra, e prima che chiunque se ne accorga.

 Vi faccio un solo esempio. I nostri paesi hanno un grande patrimonio di antichi e solidi edifici vuoti, che, con poca spesa, diventerebbero albergo diffuso, destinato a turisti desiderosi di mare di giorno e frescura e pace di sera. Una cosa che sarebbe ovvia, se appena il mare fosse facilmente raggiungibile. Eccetera.

 Con la stessa serietà, l’ANAS, fatti i conti, dichiara quanto denaro c’è e quanto ne serve. Ordunque, in un momento in cui tutti si riempiono la bocca di PNRR eccetera, questi soldi devono essere trovati e spesi.

 Come fare e con quali procedure, non è affar mio. Ma tutto il territorio, invece di perdersi in chiacchiere e polemichette e utopie, deve chiedere, e pretendere, che la politica assuma tali provvedimenti.

 E subito.

Ulderico Nisticò