Uno sguardo all’Europa

Il Movimento “Italia Plurale” guarda alla situazione di criticità europea

Nuovo riduzione del Pil nell’eurozona nel secondo trimestre del 2020, ancora contrassegnato da valutazioni quantitative di freno connesse alla pandemia nei principali Stati membri, il Pil destagionalizzato è crollato del 12,1% nell’area euro e dell’11,9% nell’UE nel complesso, rispetto al trimestre precedente, secondo le previsioni pubblicate da Eurostat. Per l’Italia la previsione è di -17,3%. Questi sono di gran lunga le più alte diminuzioni dal 1995. Nel primo trimestre 2020, il Pil era crollato del 3,6% nell’eurozona e del 3,2% nell’UE-27. Rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente, il Pil destagionalizzato è precipitato del 15% nell’area euro e del 14,4% nell’UE nel secondo trimestre 2020. Tra gli Stati membri i dati del secondo trimestre 2020 sono: la Spagna (-18,5%), che ha avuto il decremento maggiore rispetto al trimestre precedente, seguita dal Portogallo (-14,1%) e Francia (-13,8%), la Lituania ha solo una decrescita del -5,1%.

La disoccupazione a giugno nella zona euro è aumenta a 7,8%, dal 7,7% di maggio. Nella UE è cresciuta a 7,1% dal 7% del mese precedente, l’annuncia Eurostat. In Italia è salita a 8,8%, dall’8,3% di maggio. Il tasso più ingente è quello della Spagna (15,6%), seguito dalla Lettonia (10,1%) e da Cipro (9,8%). In crescita anche la disoccupazione dei giovani under 25: nella zona euro dal 16,5% di maggio al 17%, in Italia da 25,6% a 27,6%. La più alta sempre in Spagna (40,8%), seguita da Svezia (28,7%) e poi Italia.

Continua l’incremento del rilevatore UE del sentimento economico (ESI), che a luglio ha avuto un’inequivocabile crescita nella zona euro +6,5 punti, raggiungendo il +82,3 e nella UE-27 +6,9 punti, attestandosi a +81,8. Finora, evidenzia la Commissione UE, il rilevatore ha riacquistato circa la metà dei cali di marzo e aprile. Anche l’indicatore delle previsioni sull’occupazione (EEI) è accresciuto segnatamente per il terzo mese consecutivo (4 punti nella zona euro e 4,1 nella Ue-27).

Il Movimento politico, culturale e d’opinione “Italia Plurale” ritiene che si è ancora in presenza di una forte situazione di criticità sull’intera area dell’UE, tale da non permettere una ripresa in tempi brevi, che possa consentire una notevole risalita, come hanno segnalato le previsioni pubblicate da Eurostat.

Il Movimento politico, culturale e d’opinione “Italia Plurale” pensa che la riduzione del Pil nell’eurozona nel secondo trimestre del 2020 sia dovuto non solo per l’effetto della pandemia – che ha sicuramente influenzato l’alto tasso di restrizione economica – e dall’aumento della disoccupazione in tutta Europa, ma che ciò sia causato anche da fattori ben più congiunturali insiti nella situazione economica dei singoli Stati che ha poi finito per influire su tutta l’area UE, accelerando la fase di decrescita su larga scala, visto che l’economia dei singoli Stati, vedesi ad esempio quella della Germania, considerata la locomotiva d’Europa, è diminuita ben del 10%.

Il Movimento politico, culturale e d’opinione “Italia Plurale” auspica che la situazione economica dell’intera UE possa migliorare notevolmente, eliminando ogni situazione di criticità, che così possa portare l’intera area dell’UE ad un forte stagnazione prima ed ad una non auspicabile recessione, che finirebbe per condizionare l’economia non solo europea ma mondiale.