Voterò sì

referendum1 È meglio che ve lo dica fin d’ora: io voterò sì al referendum sull’abolizione del senato. Evitate di arrampicarvi sugli specchi per tentare di spiegarmi che il senato resta, perché non è così:

  • Per quelli che riducono la politica alla computisteria, invece di 350 superpagati e superforaggiati, sono solo 100, e senza soldi: un discreto risparmio.
  • Ovviamente non è questo che m’interessa. Se i politici si rendessero utili, io li pagherei da nababbi; e chiuderei due occhi anche sui fatti loro, come fecero i Romani della Repubblica e gli Inglesi con i pirati e i lords. È che i senatori non servono a nulla, perciò pagarli è uno sperpero.
  • Dite voi, e i deputati? Beh, un passo alla volta. Io sono per le rappresentanze corporative e territoriali, e per tre riunioni l’anno: ma di questo, un’altra volta; e qui non dobbiamo parlare di me.
  • La carta del 1948 prevedeva un numero enorme di parlamentari, in due rami. La ragione è che l’assetto del dopoguerra era, e ancora resta, partitocratico; e siccome i partiti erano tantissimi e tutti volevano la loro parte, servivano 950 deputati. Era una scopiazzata della Francia, che però ha abbandonato tale pateracchio, e oggi funziona molto diversamente.
  • In nessun buco del mondo ci sono due camere con uguali funzioni e poteri, ed elette più o meno allo stesso modo.
  • Di qui 950, come è ben noto e li conosciamo personalmente, almeno 850 sono, in genere, degli illustrissimi pinchipalli, dialettofoni, paesanotti, che votano a comando del capogruppo. Ma c’è una volta l’anno in cui ogni signor Nessuno diventa potentissimo, quando ricatta il governo per la legge di stabilità (ex finanziaria), e affaccia ogni possibile richiesta e capriccio; e l’ottiene. Vanno eliminati il più possibile.
  • Due camere uguali e speculari, sono la causa degli impacci e delle lentezze, e degli infiniti compromessi che inficiano la gestazione e il parto di ogni legge.

 Ho dunque ottimi motivi per votare sì, impipandomene delle seguenti categorie:

  • I nostalgici del 1948;
  • I costituzionalisti che non se li è filati nessuno e fanno dispetti;
  • Il PD e le sue liti interne;
  • La follia di una sedicente destra che, dopo sessant’anni di critiche e derisioni della costituzione, si prepara ora a lavorare per il nemico e per la conservazione del sistema!

 Voterò e farò votare sì. I sostenitori del no, vi prego, intervenite.

Ulderico Nisticò

 

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