Votiamo per Badolato, tutti i Calabresi


Si può, e quindi si deve votare per Badolato nella gara nazionale al BORGO DEI BORGHI. Questo è uno di quei momenti in cui la Calabria, come si solito non fa, si deve mostrare regione, e mettere da parte le secolari rivalità, che spesso sono non solo tra paesi vicini, ma anche tra quartieri e associazioni dello stesso paese.

 E mettere da parte ogni considerazione di carattere personale, e non dico dimenticare ma sospendere eventuali circostanze spiacevoli, per le quali ci sarà tempo dopo.

 Lo stesso per le rivalità politiche e amministrative. È ora di un fronte comune per Badolato.

 Accanto a questa esigenza di calabresità, ci sono ottime ragioni per sostenere Badolato. Ci sono tracce antichissime, ancora non bene esplorate; e l’impianto del borgo è quello di un “kastellion”, fortificazione a difesa della strada verso la Lacina e la Certosa. Per questo io affaccio l’ipotesi di “bados”, passaggio; anche se se ne affacciano altre.

 Si ritiene nasca in età normanna; ma la Sanità sa di romeo [bizantino]; e sono interessanti alcune leggende. Partecipa con suoi uomini alla grande vittoria italospagnola di Lepanto (7 ottobre 1571), con il barone Gaspare Toraldo.

 Di questo passato restava, ancora pochi decenni fa, traccia del maniero, oggi la piazza; e chi ha occhio, vede resti di torri poi inglobate in superfetazioni posteriori.

 Imponenti sono alcuni palazzi. Il convento di S. Domenico mostra una cupola che non sfigurerebbe in nessuna grande città d’arte: anche se sono urgenti degli interventi di restauro. Curiosa la planimetria del convento degli Angeli. Molte erano le chiese, e restano l’Immacolata e S. Caterina d’Alessandria.

 Le abitazioni costituivano una rete fitta di piccole case. Con il trasferimento in marina, divennero depositi, e la parola “catojiu”, sotterraneo, assunse il senso di cantina; per trasformarsi, di recente, in ristorante tipico, e, come spesso non accade, davvero caratteristico.

 Di tutto questo, e badate bene, Badolato conserva una memoria non libresca, ma viva e operante. Si tengono spesso manifestazioni di squisito livello culturale; e la rivista “La radice” vanta il suo terzo decennio di attivissima vita, raggiungendo i Badolatesi sparsi nel mondo; e con prestigiose collaborazioni.

 Caso tutt’altro che frequente in Calabria, il paese ha conquistato fama di turismo culturale, e ne è meta sia di comitive, sia di qualche forestiero che l’ha scelto come luogo di residenza.

 Ecco dunque che votare per Badolato acquista una dignità di nobile valenza politica: un successo sarebbe anche modello per tanti altri borghi calabresi non altrettanto valorizzati.

 Votare per Badolato è dunque votare per la Calabria.

Ulderico Nisticò