Chiude fra gli applausi la seconda edizione di Jazzy Xmas a Roccella Jonica


Foto di Vincenzo FugaldiJazzy Xmas alle ultime battute a Roccella Jonica, stasera (ore 21), a salutare il pubblico e gli addetti ai lavori gli attesi concerti di Rossana Casale e Antonio Faraò, a chiudere i battenti di un’ altra bella edizione che ha riscosso pieno consenso, per sottolineare la meritoria opera di diffusione del genere secondo la volontà dell’Associazione Culturale Jonica. Ieri sera invece stratosferica esibizione del quartetto accreditato al violinista Luca Ciarla cui è seguita una vera e propria lezione di musica contemporanea da parte di Franco D’Andrea, a capo del suo rodatissimo trio. Insieme all’esibizione dell’altro trio, in cui ha spiccato l’altro magnifico esponente del pianismo moderno Craig Taborn, A Jazzy Xmas manda agli annali un edizione che prosegue nel segno della qualità anche perchè confortato da alcune presenze autorevoli. E’ stato ad esempio il caso del progetto TAI Small Crowd, espansione della TAI NO-ORCHESTRA. Ad introdurre il progetto Roberto Masotti, artista visivo e fotografo tra i più stimati in ambito internazionale legato da un rapporto di collaborazione molto intenso con Rumori Mediterranei Jazz, come hanno ricordato i direttori artistici Paola Pinchera e Vincenzo Staiano. Coadiuvato da Massimo Falascone, Roberto Del Piano, Filippo Monico e da Gianluca Lo Presti, Masotti ha spiegato i principi cardine che muovono le fila della TAI NO-ORCHESTRA, un organico atipico che conta una trentina di elementi distribuiti sul territorio nazionale (www.orchestratai.com) che tenta di far galleggiare su immaginarie mappe musicali oggetti, strumenti acustici o elettronici e visioni e colori. I componenti, in perenne viaggio esplorativo, si cimentano in improvvisazioni più o meno estreme e soprattutto pure. Improvvisazione che non è solo sonora, ma anche visiva. Quella visuale è parte integrante fondamentale del progetto: la manipolazione di video e immagini avviene in tempo reale, in modo del tutto simile a quello dei musicisti. D’altro canto potrebbe essere riduttivo, in quanto questa è spesso anche sonora dato che il video porta con sé i suoni originari. TAI NO-ORCHESTRA si dirige quindi verso avventure in terre sconosciute o comunque non conosciute del tutto, come suggerisce lo stesso acronimo TAI – Terra Australis Incognita. Avventure estreme, ma piacevoli da ascoltare, in cui l’ego di ogni artista non prende il sopravvento, ma come in un collettivo, porge l’orecchio e lo sguardo all’altro e sviluppa un percorso comune. Tutto ciò avviene con una grande percezione dello spazio fisico all’interno del quale si svolge l’atto performativo: si tratta di una reale esplorazione sonora di un luogo, con i musicisti che fisicamente si muovono nello spazio e si sintonizzano ognuno sulle frequenze dell’altro. TAI–NO Orchestra è un collettivo aperto, un vero e proprio movimento artistico. Alla conferenza stampa erano presenti anche autorevoli critici musicali quali Gianmichele Taormina, Vincenzo Fugaldi e Claudio Fusacchia.


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