Boom di prenotazioni ma in Calabria sono le vacanze più care degli ultimi 50 anni

In Calabria c’è ottimismo per quanto i mesi di luglio e agosto riserveranno alla stagione turistica. Le stime sono positive, come spiega all’AGI Vincenzo Farina, imprenditore balneare oltre che presidente regionale della Confesercenti. Finite le restrizioni legate alla pandemia, nel Paese c’è voglia di vacanza.

“Rispetto al giugno 2021, si è registrato – dice Farina che gestisce uno stabilimento balneare a Roseto Capo Spulico, nel Cosentino – un buon 30% in più di arrivi. In termini di presenza è valso quanto una settimana di luglio. In genere a giugno, come a settembre, si lavora solo sabato e domenica. E’ stato comunque un buon avvio di stagione. Il tempo ci ha un po’ penalizzati nel secondo week end, ma l’ultima parte del mese è andata alla grande. Siamo ottimisti per luglio e agosto”.

I prezzi negli stabilimenti balneari, assicura Farina, sono invariati da 5-6 anni. “Chi scrive che c’è stato un incremento dei costi dei servizi nelle strutture balneari racconta bufale. Le nostre imprese si sono sobbarcate qualche sacrificio. Abbiamo solo qualche riserva – spiega – per quanto riguarda la propensione delle famiglie per i consumi, dato il rincaro di alcuni beni che frena le famiglie nello spendere”.

I rincari riguardano soprattutto il settore del Food & Beverage. “Pesa – continua Farina – l’aumento dei prezzi di alcuni generi alimentari, come, per esempio, l’olio di buona qualità. Si è passati in un anno dal costo di un euro e mezzo a 4 euro al litro. C’è, in questo settore, una forte speculazione che incide sui costi dei ristoratori i quali non possono servire alla clientela pietanze cucinate con ingredienti di pessima qualità solo per risparmiare. Nonostante questo – conclude – se il tempo sarà buono, avremo una stagione positiva”.

Chi la pensa diversamente è l’associazione per la difesa dell’ambiente e la tutela dei diritti di utenti e consumatori che invece evidenzia come le vacanze estive del 2022 saranno ricordate come le più care degli ultimi 50 anni. Dopo gli ultimi dati Istat – afferma il Codacons – si registrano rincari fino a tre cifre per il comparto turistico. Iniziando dagli spostamenti, chi deciderà di partire per la villeggiatura deve mettere in conto aumenti abnormi per aerei, traghetti e carburanti – spiega il Codacons – I voli nazionali costano un terzo in più rispetto allo scorso anno (+33,3%) mentre le tariffe dei voli internazionali sono più che raddoppiate, segnando il record del +124,1%. Non andrà meglio a chi deciderà di muoversi in auto: in base agli ultimi dati Mite rielaborati dal Codacons, la benzina costa oggi in media il 27,7% in più rispetto allo scorso anno, il gasolio addirittura il 37% in più. Rincari che incideranno in modo pesante sulla spesa per il pieno, specie per chi percorrerà lunghe tratte e si sposterà dal nord al sud Italia. Non solo. Si profilano a breve anche aumenti dei pedaggi autostradali che, secondo recenti indiscrezioni, potrebbero salire dell’1,5%. Sul fronte dei trasporti marittimi, i traghetti registrano aumenti del +18,7%, mentre diminuiscono le tariffe ferroviarie (-9,9% su base annua).

Si apre poi la pagina dei pernottamenti, con le strutture ricettive – fa notare ancora il Codacons – che hanno applicato rincari elevatissimi: per dormire in albergo, motel e pensioni occorre pagare in media il 21,4% in più rispetto allo scorso anno. Altra voce che registra aumenti pesanti è quella relativa all’alimentazione, spesa indispensabile durante la villeggiatura: bar e ristoranti hanno ritoccato i listini del +4,6%, mentre i generi alimentari costano in media il 9,1% in più. Per visitare musei, parchi e giardini si spende invece il 3,2% in più, mentre andare al cinema, al teatro o ad un concerto costa il 2,3% in più.

Altra nota dolente quella relativa agli stabilimenti balneari che, in base alle stime del Codacons, hanno applicato sul territorio rincari medi tra il 5% e il 15%, a seconda della località e della tipologia di struttura. Da segnalare infine rincari anche sul fronte dei servizi nautici, con imbarcazioni, motori fuoribordo ed equipaggiamento per imbarcazioni che costano il 14,7% in più.

Una vacanza di 10 giorni – in base alle stime del Codacons – costerà quest’anno tra il 15,5% e il 20% in più sul 2021, considerando le spese per spostamenti, pernottamenti, cibi e servizi, passando da una media di 996 euro a persona del 2021 ai circa 1.195 euro del 2022, con un incremento di spesa che potrebbe raggiungere i 199 euro procapite. Conto che risulterà ovviamente più salato per chi trascorrerà le vacanze all’estero e dovrà affrontare tariffe aeree proibitive – conclude il Codacons.