Cultura sulla spiaggia

 “Tutti gli esseri umani sono portati dalla natura a conoscere”, dice Aristotele; ma in Calabria ancora dilaga il luogo comune che alla gente interessino solo gli svaghi e le strimpellate. Chi… i tantissimi che hanno partecipato stamani alla cerimonia dell’alba, di cui avete letto notizie, hanno potuto accorgersi che anche la più densa e ardua cultura può suscitare sì interesse mentale, ma soprattutto quello che ognuno di noi cerca più profondamente: le emozioni. Le emozioni sono polivalenti, e non necessariamente buone e liete, anzi…

 Penetrano nella coscienza, le emozioni, quando sono suscitare dalle due arti antichissime delle Muse: la musica e la poesia. Ecco, poeti e musici sono forse quelli che più di altri sentono e fanno sentire le emozioni; e ciò avviene però quando l’ispirazione viene espressa dalla tecnica del suonare e del poetare.

 Se la gente si annoia, a volte, non è perché la cultura sia una cosa noiosa in sé, ma perché alcuni secchioni la rendono tale, in Calabria, attraverso due atteggiamenti che dalla cultura sono repellenti: il piagnisteo obbligatorio moralistico e politicamente corretto, e la piattezza dello stile da italiano scolastico, ovvero acqua distillata: incolore inodore insapore. Insomma, una tonnellata di granito sullo stomaco.

 È anche per questo che falliscono le occasioni quali il Gagini del 2021 e in questo 2022 i Bronzi. Dal 1972, del resto, che ha fatto la Calabria con i Bronzi? Quasi niente in senso proprio, e nientissimo in proporzione all’importanza delle due statue. A parte i maldestri gialli sul ritrovamento eccetera, tutta la cultura ufficiale calabrese ha sbevazzato la tesi del naufragio di opere provenienti dalla Grecia, tesi della quale non c’è alcuna prova. E già, qui c’è solo mafia e lacrimatoio generici!

 Del resto, che ne sanno di antichità greca, i Calabria? Quasi nulla, con ovvie eccezioni per archeologi e storiografi di professione, per altro pochi. Gli altri, al massimo, hanno sentito nominare Pitagora, quasi solo per le tabelline; anche lui, manco a dirlo, un forestiero. Alcune signore e signorine nominano Nosside, ma giusto e solamente perché femmina.

 “Preparazione” libresca, dunque, nella cultura ufficiale e remunerata, roba da primi della classe che mai si sarebbero sognati di contraddire il prof. E invece la storia della cultura mondiale è fatta del contrario: di ribelli, innovatori, folli, sognatori, audaci, tracotanti, creativi, e capaci di piangere come di ridere.

 Coraggio, ragazzi, ce la possiamo fare anche in Calabria, come abbiamo mostrato oggi all’alba; sulla spiaggia, al levare del Sole.

Ulderico Nisticò