Il presidio del 9 ottobre alla Cittadella regionale, organizzato dal Movimento Terra e Libertà Calabria, Italia Nostra Calabria e dal Coordinamento Controvento, per chiedere una regolamentazione nella realizzazione di impianti di energia rinnovabile che sia a consumo di suolo zero – con l’immediata cancellazione di quelli già presentati che rischierebbero di devastare irrimediabilmente un territorio già saturo di pale d’acciaio e pannelli – ha rappresentato un’altra pietra miliare nelle tante tappe della battaglia per difendere la nostra Terra dall’assalto speculativo e senza scrupoli delle multinazionali dell’energia.
Diversi, infatti, sono gli elementi positivi che il presidio lascia in dote: si è trattato infatti non solo di una manifestazione gioiosa e creativa, partecipata da oltre 200 persone e da tante associazioni, ma anche di un momento di confronto che ha coinvolto anche vari consiglieri regionali e una dozzina di sindaci.
A proposito, erano stati oltre 40 gli amministratori che avevano aderito all’iniziativa: agli organizzatori non è sfuggito questo dato, occorre sicuramente una maggiore serietà da parte di chi governa, che appare quanto meno dovuta alla luce degli sforzi che associazioni come Terra e Libertà Calabria e Italia Nostra Soverato-Guardavalle stanno facendo per dare una mano nella lotta impari fra comuni e multinazionali dell’eolico.
Il presidio è scaturito nell’incontro dei sindaci e di una delegazione delle associazioni col vicepresidente della Regione Filippo Mancuso. Da un lato le rivendicazioni del Movimento: una normativa sulle aree idonee possibile solo a consumo di suolo zero, un Piano Regionale Integrato Energia e Clima che tenga conto di questi stringenti paletti, un tavolo tecnico che includa sindaci e associazioni, l’ampliamento del Parco Regionale delle Serre, lo stop in qualsiasi modo del progetto di impianto eolico a San Vito sullo Jonio che, se realizzato, segnerebbe la fine del Cammino Coast to coast con tutte le conseguenze ambientali, economiche e sociali sull’intera area delle Preserre. Nel cahier de doléances sono finiti altri spaventosi progetti da bloccare, che incombono sui territori di Scilla, Scandale, Acri, Agnana, Squillace e Borgia.
Se da un lato il vicepresidente della Regione Mancuso ha sostanzialmente condiviso le preoccupazioni espresse dai presenti, dall’altro occorre che le risposte verbalmente fornite siano suffragate da provvedimenti concreti: quindi «non lasciare nulla d’intentato» – come dichiarato dallo stesso Mancuso – per cancellare l’impianto eolico di San Vito, l’allargamento a stretto giro del Parco delle Serre (dando quindi seguito alle richieste dei Comuni che aspirano ad entrare), passi avanti concreti per cristallizzare il principio del “consumo di suolo zero” per quel che riguarda i progetti di energia cosiddetta “pulita” (e non solo).
La “Calabria straordinaria”, sulla quale si è altresì dibattuto durante l’incontro, può essere un concetto condiviso, serio e trasversale solo se accompagnato da rigide forme di tutela del territorio, come appena enunciato.
Così come la cosiddetta transizione ecologica debba implementarsi col sacrosanto principio Rinnovabili sì ma non così.
Movimento Terra e Libertà Calabria
Italia Nostra Soverato-Guardavalle
Coordinamento regionale Controvento