I marciapiedi e le strade di Soverato

Soverato_corso1Ricevo una civile e ferma protesta da parte dell’associazione UILDM e del suo presidente Giovanni Sestito, che, bontà loro, ritengono potersi servire della mia parola. L’argomento, di cui tutti mormorano ma è ora di esplicitarlo, tocca la situazione dei marciapiede del Corso di Soverato, decisamente impossibili per chiunque abbia problemi di locomozione autonoma, ma non certo facili per nessuno, e tanto meno esteticamente gradevoli.
La condizione dei marciapiedi è l’effetto di uno sviluppo edilizio lasciato andare senza una linea unitaria, o, diciamo, senza controllo; e così ognuno ha fatto a modo suo, marciapiedi compresi. Seguirono, negli anni, danni, interventi, rattoppi, aggiunte e sottrazioni; con evidenti conseguenze estetiche spiacevoli; e, peggio, funzionalità difettosa. Do per conosciute le leggi al proposito. Si aggiunga l’effetto arlecchino, prova dell’anarchia semisecolare.
Faccenda di decenni e ormai più d’un secolo, nessuno se ne può tirare fuori, e, in proporzione agli anni di amministrazione, è colpa di tutti. Proviamo a immaginare un rimedio?
Escludo, ovviamente, qualsiasi ulteriore rattoppo dei già numerosi rattoppi. Occorre un piano organico di rifacimento di tutto il Corso, volto a dare uniformità a tutto il sistema degli accessi e transiti pedonali: stessa altezza, stessa misura, stessa estetica; e rispetto delle norme sulle barriere architettoniche.
È un lavoro immane, lo so; e molto lontano dalle esangui casse comunali. La soluzione unica possibile è attingere a qualche finanziamento europeo e roba del genere; e, se ottenuto, eseguire il lavoro in un colpo solo, presto e bene.
Capisco che Soverato ha tanti problemi, ma anche questo è uno, e, come dicevo, non di poca importanza. E, a proposito di turismo, sono dei forestieri a farcelo notare.

Ulderico Nisticò

 

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