Roberto Fuda di Gioiosa Ionica importante scrittore calabro-fiorentino

Caro Tito, sono trascorsi ben 51 anni da quando Roberto Fuda è entrato nella mia classe di seconda Liceo Classico all’Ivo Oliveti di Locri (RC), nella primavera 1969, per presentare il suo volumetto di poesie “Aneliti” appena stampato a proprie spese da Serafino, una tipografia artigiana del posto. Ricordo che ho apprezzato immediatamente la sua maniera delicata e pudìca di porgerci, in punta di piedi e di voce, quei suoi versi giovanili così intensi e intrisi di vera luce jonica e di quel “pathos” mediterraneo senza tempo che ci accompagna, ancestrale, fino a formare le rughe della nostra anima, di generazione in generazione.

Non lo vedo dall’agosto 1969, da quando, gradito ospite della sua famiglia, ho trascorso quella bella giornata di festa in onore del patrono San Rocco a Gioiosa Ionica (RC). E’ stata veramente un’esperienza assai memorabile specialmente per il meraviglioso clima familiare e per la fervente fede dei “Geiusani” in anni in cui la Calabria tutta vibrava ancora di sentimenti di sincera devozione divina e trascendentale. Ricordo ancora una folla immensa, così tanta piena di fede e di affetto verso il loro patrono da farmi sbalordire. L’animato vociare di tutta quella gente è presente ancora e con immensa simpatia in me.

(detto tra noi e tra parentesi … oggi che imperversa come una peste il “coronavirus” … mi chiedo se in Gioiosa Ionica – e in tutti gli altri paesi che hanno come patrono proprio San Rocco, protettore contro le pestilenze – sia rimasta almeno un po’ dell’antica fede per poter indirizzarGli un’ardente supplica …)

Poi una diversa sede universitaria, l’urgenza di vivere e l’avidità di conoscere ci hanno indotto ad effettuare percorsi tali che, fatta salva l’amicizia ideale, ci hanno fatto piombare nel silenzio del distacco e della lontananza. Roberto però mi aveva dato già l’onore di una visita a Badolato. Avevamo fatto alcuni giri e, poi, ci eravamo soffermati al Convento francescano di Santa Maria degli Angeli, che in séguito ha voluto fissare nel bel racconto “I superiori” poi pubblicato nel 1993 dalla prestigiosa rivista letteraria Paragone-Letteratura della Sansoni Editrice.

Recentemente, Roberto mi ha inviato via email le pagine del racconto che, come mio solito, non ho tardato a diffondere il più possibile, chiedendo al Direttore del periodico “La Radice” di Badolato di trattarne in un prossimo numero, affinché i badolatesi e i loro amici possano sapere che esiste tale curiosità e memoria.

2-festa-san-rocco-a-gioiosaMa Roberto, nel trasformarsi in silenzio, non è stato un’eccezione. Tantissimi altri amici, come il poeta e musicista M. D. di Soverato (poi stimato e valido medico a Napoli) o il poeta catanzarese R. M. (poi valente compositore e direttore d’orchestra) o lo stesso cantautore G. N. (con il quale avevo condiviso tante avventure, speranze e battaglie musicali) o più recentemente (e non me lo sarei mai aspettato) il filosofo S. M. … sono passati al più completo silenzio, improvvisamente, direttamente dagli entusiasmi giovanili o dalle promettenti fedeltà amicali, culturali e di forti ideali. E’ la vita, si dirà. Sì, ma è profondamente triste, credimi!… Ancora non mi capacito! E vorrei capire il senso di tutto ciò. Forse è un come “infarto amicale”.

1 – ROBERTO FUDA E LE AMICIZIE DEL SILENZIO

Ho smosso tale lungo silenzio, ricordandomi di tutti loro per annotarli tra le persone e gli artisti più significativi della mia vita nel settimo volume del “Libro-Monumento per i miei Genitori” pure per ringraziarli, con riconoscenza e gratitudine, della bella amicizia che mi avevano accordato in gioventù.

Infatti, ho riportato Roberto alle pagine 55 e 56 esordendo addirittura con la seguente frase scritta in rilievo e neretto: <<Uno dei risultati più importanti che ho ottenuto nel trasferimento al Liceo classico “Ivo Oliveti” di Locri nel gennaio 1969 è stato l’aver conosciuto il poeta Roberto Fuda (e Mimmo Barbaro)>>. Infatti, provenivo dal liceo salesiano di Soverato, che nel dicembre 1968 avevo lasciato assai irritato per le troppe incoerenze di quei sacerdoti-docenti tra il loro Vangelo e la vita concreta del mio popolo, della mia gente. E’ stato un modo e un’occasione per fare il mio personale “68” di contestazione tra generazioni e virtù.

Caro Tito, sono state tante, troppe le “amicizie del silenzio”. Davvero troppe. Maschili e femminili. Complice l’emigrazione universitaria o lavorativa che ha spogliato la nostra Calabria quasi completamente come un albero autunnale. Non ho mai nascosto che mi sono sentito e ancora mi sento molto povero senza di loro. Povero, spoglio e dolorante. Ancora oggi. Ma è la vita. Questa vita, imposta dai poteri forti. Oggi coalizzatisi e globalizzatisi per devastare di più popoli e pianeta. Alcuni sostengono, persino con il “coronavirus”!

3-punti-interrogativiE anche io mi chiedo da settimane se l’epidemia-pandemia in corso del killer Covid-19 non sia stata una conseguenza della cattiva globalizzazione o non sia addirittura un loro disegno criminale per sottomettere ancora di più il mondo, dopo averlo derubato con le crisi economiche ravvicinate del 1998, del 2001, del 2002, del 2008 e del 2011. Temo che ci abbiano preso gusto a derubarci facile, avendo in particolare la classe media (quella che usa di più il cervello e non la pancia o la tasca) come scopo di ridimensionamento o persino di estinzione. Troppi i sospetti, fin troppi gli interrogativi. Forse non lo sapremo mai. Però c’è da riflettere molto. E far sì che il pianeta, nel dopo Covid-19, non perseveri nella dannata cattiva globalizzazione, ma migliori sempre più nel riequilibrio etico-globale. Possibilmente nell’Armonia!

2 – ROBERTO FUDA RAFFINATO STAKANOVISTA CULTURALE

Nella primavera del 1969, una delle doti che mi ha attratto assai per la fraterna amicizia di Roberto è stata la raffinatissima sensibilità che generava uno stile compìto, una personalità peculiare e un animo ricco di esaltanti valori. Un portamento elegante ed un comportamento davvero distinto e affidabile. Insomma, una bella persona, come siamo soliti affermare. Tale serietà esistenziale lo portava e lo porta ancora adesso ad un puntuale e sano rispetto degli altri e ad un ritmo assai proficuo e tenace in qualsiasi tipo di lavoro. Specialmente nel lavoro sociale. A volte addirittura patriottico e militante!

Infatti, è così tanto impressionante il volume dei lavori professionali e intellettuali che posso immaginare un Roberto con la mente sempre accesa e vigile nella sua tensione culturale, etica e civile. E sono sicuro che, ad esempio, nell’aggiornarmi sulle sue Opere di scrittura egli abbia tralasciato tanti lavori che, nella sua umiltà e riservatezza, ha reputato trascurabili di apparire, mentre invece sono i ceselli di un vero stakanovista che non lascia nulla di intentato, anche nei minimi particolari, per produrre qualcosa di bello e di utile per la società. Specialmente la “sua” società di appartenenza, Gioiosa Ionica e la Calabria. E, ovviamente, quella “fiorentina” di adozione o di destino, che deve amare pure tanto, visto e considerato l’attenzione anche culturale che le dedica e le riserva. Una vita a doppio binario, la sua, come quella di tanti di noi che sentono ancora tanto le radici calabresi mentre il lavoro li ha portati a dedicarsi pure, con riconoscenza ed onore, alla terra ospitante.

3 – ELENCO ORIENTATIVO

Caro Tito, qui posso fare soltanto un elenco orientativo delle Opere e dei Ruoli sociali e professionali del nostro Roberto Fuda. Quindi possiamo immaginare che ci sia ben altro, di volutamente taciuto o anche di inedito. Proviamo, comunque, a delineare un profilo orientativo, con i dati disponibili o concessimi.

cofLa caratura del personaggio, si capisce bene, è davvero molto elevata. Dopo la laurea in Giurisprudenza, ecco il lavoro della vita come “Responsabile degli Archivi notarili e dei Fondi archivistici delle personalità di architettura, arte e cultura contemporanee presso il prestigioso Archivio di Stato di Firenze”. Un osservatorio culturale, storico e legale davvero assai ricco e privilegiato.

Nel biennio 1998-99 è stato Direttore dell’Istituto Bruzio di Studi Antichi ed Altomedievali. Socio della Deputazione di Storia Patria della Calabria. Consulente culturale del Comune di Gioiosa Ionica, suo paese natìo, verso il quale ha dimostrato un amore sconfinato, impegnandosi pure in studi locali che hanno prodotto numerose monografie, talune pubblicate in associazione ad altro Autore. Tra le attività conoscitive e promozionali, ha dato impulso al restauro dei dipinti della sua chiesa Matrice, oggi esposti a Palazzo Amaduri.

E’ stato, inoltre, promotore degli scavi della villa romana del “Naniglio” (primo secolo d. C.) sita poco fuori l’abitato di Gioiosa Ionica. Condotti tra il 1981 e il 1986 da Alfonso de Franciscis, tali scavi (proseguiti pure nel 2010) hanno riportato alla luce alcuni stupendi mosaici e parti sconosciute di un importante e poderoso manufatto edilizio (di cui erano noti un impianto termale e una grande cisterna ipogea, detta appunto “Natiglio”, cioè “luogo senza luce”) che arricchisce la conoscenza della presenza romana nella zona e aumenta l’attrattività turistica di Gioiosa Ionica e dell’intero territorio circostante con questo notevole Parco Archeologico.

5-parco-archeologico-del-naniglio-gioiosa-iMa è nella scrittura che Roberto trova la sua più naturale, più convinta ed esaltante espressione. Ricchissimo è l’elenco dei lavori storiografici e scientifici che impongono, già nell’approccio, una disciplina ed una dedizione specialistica, una devozione certosina, una abilità da super-man. Non è da tutti, infatti. E non basta la sola volontà e la stessa tenacia. Ci vogliono una particolare e specialistica maestrìa, un’alta, delicata e dedicata professionalità. Qui di seguito mi limito a riportare soltanto un elenco parziale delle sue principali pubblicazioni a stampa che in gran parte interessano in territorio della amatissima Locride.

4 – PRINCIPALI STUDI SOCIALI DI ROBERTO FUDA

1- Osservazioni sulla collezione numismatica Scaglione e sulla monetazione di Locri Epizefiri, Klearchos 85-88, pp. 77-108.

2- Insediamenti e circolazione monetaria nella Valle del Torbido. Contributo alla storia economica del territorio fra Locri e Caulonia, in “Rivista Storica Calabrese” N.S., VI (1985), nn. 1-4, pp. 175-198

3- Le «Vite» inedite di Ottaviano Pasqua, in “Archivio storico italiano” CXLVIII (1990), pp. 331-391.

4- Un rapporto definito: Filippo di Sangineto e il San Ladislao di Simone Martini, in Rivista d’arte. Studi documentari per la storia delle arti in Toscana, XLIII (1991), pp. 3-17

5- Sequenze relative delle tabelle locresi, in AA.VV. Polis ed Olympieion a Locri Epizefiri. Costituzione economia e finanze di una città della Magna Grecia. Editio altera e traduzione delle tabelle locresi, a c. di F. Costabile, Soveria Mannelli 1992, pp. 125-132.

6- La rotazione tribale delle cariche magistratuali, ibidem, pp. 203-208.

7- Il problema delle sigle e dei nessi locresi, ibidem, pp. 208-209.

8- Note caravaggesche, in “Paragone. Arte”, 43, 1992, pp. 72-85

9- Formazione e immagine di uno stato feudale. Le carte topografiche dei feudi di Vincenzo Maria Carafa VIII principe di Roccella, Corab, Gioiosa Jonica 1995

6-villa-del-naniglio-gioiosa-i10- Una dinastia normanna in Calabria: i Colchebret di Arena, in “Studi in onore di Arnaldo D’Addario”, vol, IV, Conte Editore, Lecce 1995, pp. 1079-1094.

11- Sui feudatari di Ragusia, poi Gioiosa, in Calabria, “Rivista Storica Calabrese”, Anno XVIII (1997), Numeri 1-2, pp. 101-124.

12- Lo Stato di Aiello: Capitoli e magistrature di un feudo cybeo nel Regno di Napoli, in Alberico I Cybo Malaspina. Il Principe, la Casa, lo Stato (1553-1623), Atti del Convegno di Studi Massa e Carrara (10/13 novembre 1994), Modena 1995, pp. 89-124.

13- L’impresa delle tre aureole su una moneta di Alfonso II d’Aragona, in “Napoli Nobilissima”, vol. X, 2009, pp. 233-234

14- Il fondo Leonardo Savioli presso l’Archivio di Stato di Firenze, in “Architettura, disegno, modello: Verso un archivio digitale dell’opera di maestri del XX secolo”, a cura di P. ALBISINNI E L. DE CARLO, Gangemi Editore, Roma 2011, pp. 45-48

15- Materiali e ipotesi su un dipinto con soggetto storico della chiesa Matrice di Gioiosa Ionica La regina Tomiride immerge la testa di Ciro in un otre di sangue, in “Esperide: cultura artistica in Calabria: storia, documenti, restauro”, A. 6-7 (2013-2014), pp. 96-101

16- 16 -F. CATALLI – R. FUDA, Si tiene pegno in guardaroba: monete d’oro con la contromarca di Casa d’Este nel medagliere mediceo, Catalogo della mostra [Firenze, Archivio di Stato, 6 dicembre 2014-10 gennaio 2015]

17- Omnibonus. Un intagliatore alla zecca dell’oro di Venezia tra Francesco Dandolo e Bartolomeo Gradenigo, in “Panorama numismatico”, n. 351, giugno 2019, pp. 15-20

7-paragone-copertinaHa avuto pure tempo e modo di tornare, dopo dieci anni, alla Letteratura amatoriale con “Spazio disponibile” (poesie, Milano 1979), con “Mitologia” (vel Costruzione di un labirinto) poemetto composto da 279 versi (scritto nel 1979-81 e pubblicato in Roma nel 1987) e “Penelopea” commedia edita in Roma nel 1992. Un suo racconto “I superiori” è stato pubblicato nella prestigiosa ed esclusiva rivista “Paragone. Letteratura” nn. 516-518 (1993), pp. 46-51 e riguarda il mio paese natìo.

5 – UN RACCONTO SUL CONVENTO FRANCESCANO DI BADOLATO

Infatti, narra (tra realtà e fantasia) della visita che Roberto ha fatto con me, nell’estate 1969, al Convento francescano di Santa Maria degli Angeli, un grande e meraviglioso complesso monastico-teologico che sorge dal 1605, in posizione molto amena e tra gli ulivi, sulla montagnola prospiciente il borgo in Badolato.

L’ imponente struttura (assai cara a noi badolatesi per devozione e significato) nel dopoguerra è stata quasi del tutto abbandonata e depredata per decenni, ma dal 1987 in poi ristrutturata e gestita dai giovani di quella rete “Mondo X” realizzata in varie parti d’Italia da Padre Eligio Gelmini di Milano per il recupero di tossicodipendenti, qui in via di guarigione. Nella chiesa c’era (adesso è in restauro) una delle più belle, composite e maestose statue lignee esistenti in Calabria, merito di Fra Diego da Careri (paese della Locride), monaco specializzato, con le sue sculture, nel far cantare gli Angeli attorno alla Madonna con Bambino.

8-convento-francescano-badolatoDa questa statua di Santa Maria degli Angeli prende il nome tale Convento francescano e quella “Riviera degli Angeli” che ho cercato di proporre nel 1971-73 e che adesso è stata ben rilanciata da alcuni bravi giovani amici e ben motivati professionisti badolatesi, facenti capo all’AOPT, associazione operatori turistici “Riviera e Borghi degli Angeli”. Ti ricordo che, a metà degli anni cinquanta, le chiese dei nuovi paesini sorti sulle marine come gemmazione dei rispettivi Comuni hanno preso proprio il nome degli Arcangeli. Da ciò pure la denominazione della nostra Riviera che va da Monasterace a Soverato e oltre. In pratica, quasi tutta la parte sud del Golfo di Squillace.

6 – I TRE ROMANZI

La Letteratura ha sempre avuto, fin dall’adolescenza, un posto preponderante in Roberto Fuda, il quale nella narrativa più impegnata esordisce nel 2011 con “FANTASMI DI MARMO” (pagine 208) un lungo racconto fantastico che contempla l’incontro del protagonista, nel Cimitero degli Inglesi a Firenze, con una donna che riesce a sconvolgergli la vita. Sullo sfondo il libro di un poeta del 19° secolo e la famosa Galleria dell’Accademia dove si trova la celebre statua del David di Michelangelo affetta da un morbo sconosciuto.

9-fantasmi-di-marmoProfezia, questa, dei sempre più aggressivi e devastanti “coronavirus” di questi ultimi decenni?… Un morbo-paradigma del tempo che polverizza le creazioni e le vanità umane?… Metafora sulla necessità dei valori umani e sociali più veri e duraturi?… Certo è che questo primo romanzo di Roberto ci fa riflettere profondamente. Con qualche brivido alla schiena. Quasi un thriller.

Dopo sette anni, nel 2018, è la volta del libro “CARAVAGGIO RACCONTA” (Crudel congiura di Morte e Natura). In 308 pagine Roberto racconta la movimentata e sfortunata vita del grande pittore Michelangelo Merisi da Caravaggio ma anche la sensualità, la forza creativa e la disperazione che accompagnano l’Artista nelle sue continue fughe da una località all’altra.

10-caravaggioIn questo peregrinare turbolento, il rapporto del Caravaggio con le sue opere, prima serrato e sanguigno, si trasferisce su un piano puramente spirituale, fino alla sua prematura ed improvvisa scomparsa.

Nell’ottobre 2019 dà alle stampe il terzo romanzo “OCCHI PERVINCA E CAMICIE NERE” in elegante veste editoriale curata da PAV (www.pavedizioni.it) con un finale tanto strepitoso e sorprendente quanto inimmaginabile e doloroso.

Questo è il classico romanzo che si legge tutto d’un fiato nelle sue 208 pagine che io suggerirei caldamente specialmente ai giovani e a chi intende imparare come si scrive in lingua italiana e come ci si debba educare ai sentimenti.

Ambientato a Firenze, Berlino, Berna, Polonia, Jugoslavia nei periodi di prima, durante e dopo la seconda guerra mondiale, la storia qui raccontata è sicuramente struggente ma anche assai edificante. Con un pensiero alla salvezza e al futuro. Quasi fosse oggi!

7 – ROBERTO FUDA SCRITTORE CALABRO-FIORENTINO

11-occhi-pervinca-e-camicie-nereSe avesse avuto la possibilità di lavorare e vivere in Calabria, sicuramente Roberto Fuda si sarebbe completamente dedicato (quasi al 100%) a valorizzate temi e personaggi della propria regione, del proprio popolo più di quanto non abbia potuto fare restando a lavorare e vivere a Firenze, assorbendone le suggestioni e generando le gratitudini. Infatti, a parte Caravaggio, sono fiorentini i temi e i personaggi dei suoi due romanzi “Fantasmi di marmo” e “Occhi pervinca e camicie nere”.

Questa è una delle tantissime dimostrazioni di come la forzata emigrazione, la spoliazione del Sud (iniziata nel 1860 e continuata spudoratamente e con più intensità ancora oggi), ha arricchito le altre regioni italiane (specialmente la Padania) e anche le nazioni estere dove hanno trovato lavoro, vita, riparo ed esilio coloro che sono stati costretti ad emigrare per sopravvivere e significare. Prova a moltiplicare, caro Tito, Roberto Fuda per milioni e ti accorgi di come e quanto il meridione italiano sia stato dolosamente e dolorosamente desertificato. Chiediamoci sempre “a chi giova” tutto questo? Ed avremo le risposte. Ad esempio, a chi giova il Covid-19?… Non certo alla gente che muore o ai medici e a tutti gli altri che in vario modo si impegnano in questa battaglia e rischiano la vita, spesso perdendola. E non giova nemmeno a miliardi di persone e famiglie relegate in casa per un periodo inimmaginabile. A chi giova tutto questo?… E con quali prospettive?… E’ simbolicamente il fungo che sgretola dall’interno e tenta di ridurre in polvere il marmo la bellezza e i significati della maestosa statua del David di Michelangelo, come descrive Roberto nei “Fantasmi di marmo”?…

12-fuga-di-cervelliQuale è il fungo che mina e svuota dall’interno il nostro Sud che ancora adesso continua ad essere derubato di braccia e di intelligenze, inaridendo ancora di più i nostri territori e la nostra gente? Fino a minacciare direttamente le nostre radici e i nostri valori più vitali. La fuga dei cervelli può essere letta, in sottile filigrana, pure nel terzo romanzo quando l’emanazione delle leggi razziali del regime fascista (alleato dei nazisti) impone la fuga precipitosa o lo sterminio di centinaia di migliaia di ebrei verso paesi democratici o tolleranti. Tale fuga ha fatto ricche le nazioni che hanno dato accoglienza e ricovero alle intelligenze più significative del 20° secolo ed ha impoverito paradossalmente proprio Italia e Germania, così come adesso, un altro tipo di “leggi razziali” fa scapare all’estero le nostre eccellenze intellettuali immiserendo prima e maggiormente il Sud e poi anche il resto d’Italia. A chi giova tutto questo?…

8 – LEGGERE E AGIRE AI TEMPI DEL CORONAVIRUS COVID-19

Quasi fresco di stampa (ottobre 2019), ho letto il terzo romanzo di Roberto Fuda “Occhi pervinca e camicie nere” proprio in questi giorni di forzata (per decreto governativo e per insita immane paura) sì, forzata “clausura” domestica a causa della cosiddetta epidemia-pandemia di “coronavirus” (codificato globalmente come “Covid-19”). Questo libro (facendosi leggere tutto d’un fiato) mi ha aiutato a trascorrere il “tempo imposto” in modo molto piacevole, in piena serenità e in grande interesse, mentre fuori il tempo ci regalava (proprio all’ingresso meteorologico della primavera) una nevicata improvvisa e lunga; mentre invece l’autunno e l’inverno trascorsi ci hanno regalato siccità e belle giornate come non mai nei quasi 40 anni in cui vivo tra queste montagne molisane che hanno sempre avuto inverni lunghi, freddi e spesso gelati.

Leggere e scrivere ai tempi del “coronavirus” è un esercizio strano, poiché tra le pagine si inserisce prepotente e necessario pure il pensiero di coloro che sono “al fronte”, a combattere in “prima linea” questo terribile killer che, in ogni parte del mondo, sta facendo strage di decine di migliaia di persone (specialmente anziani e debilitati, ma pure tantissimi arditi medici e coraggiosi soccorritori) costringendo miliardi di persone a non poter uscire da casa e fermando l’economia e la “normalità di esistenza e di vita”.

13-resta-a-casaA riguardo ti ho inviato già alcune riflessioni, appelli e situazioni che tu, caro Tito, hai sempre puntualmente e gentilmente pubblicato su ww.costajonicaweb.it, mentre Simone Musmeci ha rilanciato sul suo portale www.soveratoweb.com, Raffaele Cardamone su www.ilReventino.it e Vittorio Venditi su www.gambatesanews.it non mancando altri siti web riprendere, sebbene sporadicamente, qualcuno di questi nostri articoli. Tutti ringrazio per continuare a rendersi utili in questi tempi di tenace “guerra al virus killer”… facendo ognuno di noi la propria parte, per quanto piccolissima dinanzi agli atti di eroismo che si consumano non soltanto negli ospedali riservati alla cura e all’abbattimento del Covid-19.

9 – ROBERTO FUDA E LA CALABRIA

Roberto e la moglie Erminia hanno un’unica figlia, Federica, la quale è sposata a Charles, con cui vive in Inghilterra, nella città di Bristol (a circa 190 km da Londra verso ovest). Ormai, ogni volta che possono volano da lei, diradando così i viaggi in Calabria, che prima erano più frequenti, specialmente tra agosto e settembre, sia per vacanza e per visite alla famiglia, sia perché Roberto riceveva inviti per conferenze o convegni nel corso dell’anno.

• Foto n. 14 – Estate a Gioiosa

14-estate-a-gioiosa”La vera vita – afferma Roberto – è fatta di poche cose: le possiamo vedere meglio quando il mondo si ferma e noi, con esso, rallentiamo il passo”. Fatto sta che pure io, da un po’ di anni in qua ho rallentato di parecchio il passo e i desideri jonici, mentre prima (in piena giovinezza) riuscivo a percorrere i 700 km Agnone – Badolato in appena 5 ore … ore che poi, di anno in anno, aumentavano (in modo proporzionale all’aumento della mia età) fino a essere ben 12 per la medesima distanza. Fino a quando, poi, è diventato troppo difficile “scendere” pure per altri motivi, ma soprattutto perché le forze cominciano a mancare.

Tuttavia, sia in me che in Roberto, la Calabria mantiene sempre nel nostro cuore e nella nostra mente il posto che le compete. E quando possiamo renderci utili, non manchiamo mai di esserlo.

10 – DA SEMPRE ROBERTO LAVORA PER UN MONDO MIGLIORE

Caro Tito, se nonostante i tanti decenni di quasi totale silenzio che ci separano dal 1969, Roberto ed io siamo ancora amici (come se ci fossimo salutati ieri sera, ad esempio) è dovuto pure al fatto che, sostanzialmente, condividiamo i medesimi ideali classici ed umanistici della nostra formazione giovanile. Gli ideali dell’armonia che Roberto, abitando a Firenze, può vivere quotidianamente in quel Rinascimento.

E’ anche perché abbiamo sempre lavorato per un mondo migliore, cercando di indicare a noi stessi e alle nuove generazioni quei valori portanti di una società più giusta ed armoniosa. E abbiamo dimostrato ciò attraverso un lavoro minuzioso, costante e tenace (da veri stakanovisti, perché non c’è un solo minuto da perdere!) e se scriviamo e parliamo con cognizione di causa è perché le nostre parole nascono dal lavoro nostro e dei nostri avi non soltanto dagli auspici e dalle speranze che spesso lasciano il tempo che trovano.

15-gioiosa-ionica-panoramaRoberto Fuda, fin da ragazzo è stato un uomo molto serio. Anche fin troppo per qualcuno. Ma la serietà deriva pure dall’educazione familiare e dalle condizioni del territorio. Con una Calabria a brandelli per le varie dominazioni e i traditori interni, come si fa a non affrontare la vita in modo serio, anzi severo, sulle cose da fare o da ricostruire. Così come oggi che al fronte sanitario della guerra al Covid-19 muoiono migliaia di persone e persino a migliaia sono coloro che nella sola Italia (medici, infermieri ed altri) stanno combattendo, quasi a mani nude, un killer spietato quanto invisibile, cercando di difendere pure noi che stiamo in periferia. Come si fa a non essere seri in un mondo così, sempre aggredito da virus di ogni genere e da ogni parte?

Ricordi, caro Tito, quando ti dicevo che già tra i 15 e i 17 anni (ai tempi dei primi versi di “Gemme di Giovinezza”) il mio pessimismo si tramutava spesso in lutto per le troppe sofferenze della mia gente e del mondo?… Ebbene, fin da allora la mia vita è stata un lutto continuo e permanente (tanto da decidere di non avere figli per poter combattere meglio, con meno danni collaterali) e da questo lutto è nata la mia sobillazione socio-culturale con il traguardo dell’Armonia. Una vera e propria “ribellione” culturale contro la stupidità e la mediocrità umana che provocano disastri di ogni genere, mentre invece potremmo essere una umanità felice ed armoniosa! Tutto parte dalla nostra Cultura, che bisogna presidiare e difendere dagli inquinamenti di ogni tipo, persino dai più insospettabili ed insidiosi!

Pure per questo, giorni fa ho deciso di distribuire l’opuscolo “IL SOBILLATORE” che avevo scritto un anno fa, il 4 marzo 2019, nel primo giorno di ingresso al mio 70° anno di età. Ho deciso di pubblicarlo proprio adesso, pure perché voglio fare la mia piccolissima parte, in funzione culturale anti-Covid-19. Affinché ognuno di noi e tutti possiamo diventare Sobillatori combattenti contro tutti i letali virus che paralizzano il mondo, persino nella globalizzazione che ci volevano far vedere buona e bella così come confezionata, mentre invece si è rivelata cattiva e spietata, perfida e schiavista.

Può darsi che io mi sbagli, ma da quel che conosco di lui, penso che pure Roberto Fuda sia, a modo suo (in stile silenzioso ma serio, costante ed operoso), un vero “Sobillatore” contro la barbarie di ogni risma e provenienza. Come si può, ad esempio, non contrastare specialmente questo vergognoso “Festival degli egoismi” in cui l’Italia, in particolare, eccelle in un’Europa incattivita che però 50 anni fa, al Liceo classico di Locri, sognavamo e volevamo leader del nuovo Umanesimo e del nuovo Rinascimento nel mondo, mentre invece affonda indegnamente tra lacrime e sangue ancora una volta, anche se in modo diverso dalle guerre convenzionali, ma con il medesimo risultato predatorio e nefasto?…

Quando cesserà tutta questa divisione e contrapposizione mentre le altre potenze (grosse e grasse) cercano (in tutti i modi visibili e invisibili) di affossarci una buona volta per tutte?… Non ci accorgiamo che siamo vicini al “colpo di grazia”?….

11 – SALUTISSIMI

Caro Tito, intanto che ognuno di noi (specialmente i responsabili delle Nazioni) rinsavisca presto, lasciami sperare che ci sia una istituzione calabrese (pubblica o privata) che si occupi di censire e valorizzare anche e soprattutto gli scrittori della nostra diaspora, come Roberto Fuda. Molto molto lodevolmente ci sta tentando (purtroppo con mezzi assai esigui, discontinui e spesso insufficienti) la BIBLIOTECA CALABRESE di Soriano (Vibo Valentia), fondata dall’indimenticato Nicola Provenzano (+ 2012).

16-gioiosa-ionica-nella-locrideLasciamo altresì sperare che ognuno di noi (e specialmente i responsabili amministrativi centrali e capillari della nostra regione) si convinca, finalmente e definitivamente, che la Calabria (e quasi tutto il Sud) è o può essere un vero paradiso e come tale lo dovremmo valorizzare e custodire. Lasciami sperare che gli angeli di questo paradiso, come Roberto Fuda, che hanno già dato ampia prova di saperci fare, vengano utilizzati in modo permanente per fare risplendere ancora di più il nostro paradiso terrestre tra Jonio e Tirreno, tra cielo e terra, tra anime elette e una antica missione universale da compiere. E da non dimenticare, di generazione in generazione.

In attesa della “Lettera n. 278” ti ringrazio anche per tutto ciò che fai con “Costajonicaweb-TV” per essere vicino alla gente e per sensibilizzarla alla valorizzazione delle meraviglie del nostro territorio. Cordialità,

Domenico Lanciano (www.costajonicaweb.it)