Soverato – Spiagge libere e lidi balneari, l’accesso al mare è un diritto esclusivo?

Rifletto, e mi piacerebbe avere una risposta da chiunque sia a conoscenza di qualche informazione in più, nell’attesa che gli Uffici preposti mi diano una risposta ufficiale.

Sono giorni, che i primi folli caldi hanno fatto sì, che i lidi balneari vedessero ricomparire i loro abituali clienti, e che chi invece non può permettersi un ombrellone negli stessi, cerca di godere delle spiagge libere.

Il problema nasce proprio qui: le spiagge libere a Soverato sono una chimera.
Gli spazi, di anno in anno, si riducono a piccoli fazzoletti di terra dove solo qualche fortunato mattiniero riesce a goderne.
La situazione si complica oggi. Il Covid infatti ha stabilito la necessità del Distanziamento come prima barriera al virus, e quindi mentre prima poteva farci piacere dividere il poco spazio in molti, oggi le disposizioni ed il timore hanno definito che saranno in pochi a poter godere degli spazi di spiaggia libera.

Purtroppo è semplice fare una primissima verifica, magari passeggiando sul Lungomare. Non ho con me le misure certe delle previsioni dello stesso Piano Spiaggia e dei limiti delle Concessioni, ma se la memoria non mi tradisce negli anni abbiamo sempre avuto meno spazio per tutti e più spazio per “pochi” .

La normativa prevede, inoltre, che gli stabilimenti debbano essere intervallati da spiagge libere, senza che queste vengano relegate a zone meno suggestive o ad aree periferiche del litorale.

In Calabria la percentuale riconosciuta non può essere inferiore al 30% .

Oggi, poi, ancora di più sono stata portata a riflettere perché ho ascoltato un racconto di chi oltre ad aver avuto una cattiva sorte con la salute, si ritrova troppo spesso a vedersi negato un diritto. E sono andata a vedere, proprio li’ dove andrebbe montata la pedana e l’area per disabili.

Ecco, li’ credo ci sia stato un errore di misure, quella spiaggia libera che io ricordo da ragazzina ogni anno ha perso qualche metro, per ritrovarsi oggi ad essere una piccola lingua di terra dove è difficile immaginare quale diritto possa essere rispettato.
È li’, che difficilmente riesco ad immaginare la pedana per i disabili e il loro spazio necessario, senza sentirsi imbottigliati o di impiccio, e magari poi rinunciare a quel poco che con difficoltà si trova.

Chiunque impedisce l’uso pubblico del mare e della spiaggia commette il reato di cui all’art. 1161 del Codice della navigazione, oltre a commettere un reato contro l’umanità di coloro che per diverse ragioni che siano economiche o di salute non possono permettersi un lido negli stabilimenti.

Ho chiesto lumi all’Ufficio Tecnico, e chiedo lumi a questa Amministrazione che forse avrebbe bisogno di osservare meglio quanto accade in questa Città, così da rendere SOVERATO DI TUTTI! E non di pochi, i soliti pochi eletti.

Ho presentato INTERROGAZIONE all’Ufficio Tecnico, e all’Amministrazione, che contenga le seguenti informazioni :

Situazione reale e aggiornata della percentuale di spiagge libere presenti sul Territorio;
Situazione aggiornata dei punti presenti per l’accesso al mare e delle spiagge libere dedicate ai Disabili, e l’eventuale implemento previsto per il bacino di utenza del territorio;
La verifica delle esatte occupazioni e l’eventuale presenza di occupazioni abusive da parte degli Stabilimenti balneari a danno della libera fruizione delle spiagge libere;

Ho chiesto alla Guardia Costiera di Soverato:

1. La verifica delle Occupazioni demaniali dei Lidi Balneari e la presenza in percentuale come per legge di aree di spiaggia libera e di aree dedicate ai diversamente abili.

Azzurra Ranieri
Consigliere Comunale Città di Soverato