Un altro primato della Calabria, e le regionali, e la Le Pen

Mentre su scala nazionale la disoccupazione giovanile è al minimo dal 2011, la Calabria vanta un altro primato: ovviamente, quello della disoccupazione giovanile, in Italia, e tra i primi in Europa!!! La Calabra è il peggio del peggio anche in questo, come al solito.

Ora vi ripeto il solito triste elenco di presidenti della Giunta regionale dal 1970 al 2019: A. Guarasci, A. Ferrara, P. Perugini, A. Ferrara di nuovo, B. Dominijanni, F. Principe, R. Olivo, G., Rhodio, D. Veraldi, L. Meduri, A. Loiero, M. Oliverio di centrosinistra, e G. Nisticò, B. Caligiuri, G. Chiaravalloti, G. Scopelliti e Stasi di centro(destra). Non posso elencare tutti gli assessori e vicepresidenti ugualmente inutili e dannosi dei presidenti, ma li do per conosciuti.

Tutti costoro, politicamente parlando e per il resto santi subito, hanno fatto pena ai morti “senza distinzione di razza, sesso e idee politiche”, anzi quelli di centro(destra) sono stati leggermente peggio di quelli dei centrosinistra: quanto dire!

Ebbene, spero con questo di far capire ai miei amici e nemici che alle prossime regionali io non voglio vedere manco l’ombra di uno qualsiasi di quelli sopra elencati, e dei loro figli, nipoti, pronipoti sia biologici sia politici.

Io, ovviamente. Io conto un voto (01), e tutti gli altri sono liberi di pensarla come vogliono, e, di conseguenza, votare per chi pare a loro. Ma io quel mio voticino (01) non lo darò mai a nessuno che anche alla lontana somigli a quei signori: politicamente parlando, s’intende, e per il resto santi subito.

Approfitto per un altro chiarimento, ed è quello a proposito della mia presunta cultura. La dovete finire tutti con la favola che io, essendo (dicono, sed non ego credulus illis) uomo di cultura, mi devo bere tutte le fandonie degli uomini di cultura di sinistra e centrosinistra e liberali e radical chic ed ecologisti, e immigrazionisti e antimafia segue cena, eccetera; e senza battere ciglio. Ragazzi, se è vero che io sono un uomo di cultura, se mai, dovrebbero essere quelli a dare ascolto a me, non io a loro!
A parte che io tutta questa cultura la devo ancora vedere, anzi…

E chiudo con una notiziona. Oggi, 30 aprile, è in Calabria, in visita privata, Marion Le Pen, che qui m’interessa in quanto francese. Infatti questa signora visiterà S. Marco Argentano, Paola, Guardia Piemontese, Altomonte… RAI Calabria, nel raccontarlo a denti stretti, sa spiegarsi solo Paola, per la presenza in Francia di s. Francesco.

Ignora S. Marco, che sicuramente alla Le Pen interessa perché (lei lo sa, la RAI no) fu la prima sede di Roberto Guiscardo, e vi nacque il celebre e contradditorio figlio Marco detto Boemondo: mica poco! A Guardia vennero dei Valdesi che stavano in territori che oggi sono Francia. Insomma, la Le Pen conosce i rapporti tra Francia e Calabria, e invece i dottissimi e coltissimi uomini di cultura calabresi li ignorano come suole di scarpe.

Io non li ignoro, anzi faccio un dono alla Le Pen: i primi suoi compaesani che conosciamo furono dei cavalieri galli inviati da Giulio Cesare a Thuri durante la guerra civile. Potrei raccontarle tante altre cose, ma a me non lo chiedono di certo, alla RAI, alla Regione… E poi io non ho nemmeno la gobba e la faccia lugubre, chi volete che, in Calabria, mi pigli in considerazione?

E vi faccio ridere: manco la Lega calabrese è accorta che io sono l’unico conclamata “uomo di cultura” che sto, almeno per ora, dalla sua parte. Ragazzi, la Calabria è irredimibile, e merita tutti i primati negativi presenti, e, di questo passo, futuri.

Ulderico Nisticò

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