Un marziano e le elezioni regionali: quando e chi e perché?

 Immaginare che un marziano capiti in Calabria, pigli la cittadinanza, e venga a sapere che bisogna votare. Persona supertecnologica ma ingenua, e, venendo dallo spazio, ignara della millenaria furbizia calabra, non sta a sentire giochi e giochini e passaparola, ma vuole sapere quando si vota, per chi si vota, perché si vota. E io, altrettanto ingenuo nonostante sia calabrese, vorrei saperlo pure io.

 Cominciamo da quando. Oggi è il 23 ottobre, e, a quanto pare, voteremo fra tre mesi. I nostri utilissimi e intelligentissimi consiglieri regionali si beccheranno, intanto, altri tre stipendioni; a parte vitalizi e buonuscita. Giuro che non faccio il grillino, e se i politici servissero a qualcosa, li pagherei oro e pietre preziose: ma per i meriti dei nostri consiglieri e assessori regionali, in atto e dal 1970, anche un euro sarebbe eccessivo, figuratevi tre stipendi in più.

 Ora sono tutti preoccupati di chi candidare a presidente; e pochi si ricordano che a ogni candidato a presidente seguono liste di candidati a consiglieri; e, come dimostrato sopra, alcuni di costoro saranno per forza eletti; diventeranno consiglieri; diventeranno, salvo esterni, assessori. Ebbene, sì: entreranno nelle liste, ce la faranno. Ripeto che ce la faranno per forza, dovendosi raggiungere il previsto numero di glutei sulle sedie.

 Mentre dunque si discute dei nomi dei candidati a presidente e consigliere, nessuno c’informa del perché, per quale idea, per quale progetto politico io dovrei votare uno qualsiasi di costoro.

 Dico progetto e idea, non “programma”: di programmi patacca, in un’ora ve ne scrivo 666 per tutti i partiti. E già, ragazzi, in Calabria funziona così: prima i candidati, poi i programmi. Idee e progetti… ma no, non solo non ne hanno, ma se per sbaglio gliene vengono, meglio non dirli in giro, soprattutto se si tratta di lavoro! Posti, se mai…

 Inutile ricordare che, a proposito di idee, se i politicanti ne sono privi, ma ne mancano anche le università, le scuole, le associazioni, i giornali e gli intellettualoni lacrimevoli segue cena… i partiti, chiederete: i partiti, semplicemente, non ci sono.

 Così il marziano neocalabrese resta privo di informazioni circa il motivo per cui votare la lista X o la Y o la Z! In compenso, gli riempiranno la testa di chiacchiere e nomi: Tizio, Caio, Sempronio, Mevio… Se chiederà a me, io altro non posso fare che sconsigliargli uno di questi, o dei loro eredi e discendenti e seguaci, ovvero lo pregherò di non votare per: A. Guarasci, A. Ferrara, P. Perugini, A. Ferrara di nuovo, B. Dominijanni, F. Principe, R. Olivo, G., Rhodio, D. Veraldi, L. Meduri, A. Loiero, M. Oliverio di centrosinistra, e G. Nisticò, B. Caligiuri, G. Chiaravalloti, G. Scopelliti e Stasi di centro(destra), uno peggio dell’altro e l’altro peggio dell’uno. Politicamente parlando, s’intende.

Ulderico Nisticò