​Crisi carburanti in Calabria: tra stazioni a secco e psicosi da assalto alle pompe


La crisi dei rifornimenti comincia a farsi sentire concretamente in Calabria. Tra le province di Catanzaro e Cosenza si moltiplicano le segnalazioni di stazioni di servizio rimaste completamente a secco di benzina, spingendo gli automobilisti a riversarsi in massa nei pochi impianti che dispongono ancora di scorte.

Un disagio che non si limita ai due capoluoghi, ma che sta interessando diverse aree della regione, facendo crescere i timori sulla continuità delle forniture. Se da un lato il problema affonda le radici in criticità oggettive, dall’altro ad aggravare la situazione contribuisce una forte componente di “psicosi” collettiva.

​Le cause: lo stop alla raffineria di Taranto

​A pesare in modo determinante sulla filiera è il blocco delle consegne di carburante a marchio Eni, fermo ormai da circa due giorni a causa dello stop tecnico registrato nella raffineria di Taranto. L’interruzione della produzione nello stabilimento pugliese ha innescato una reazione a catena, provocando le prime carenze nei distributori calabresi, lunghe code e non poche difficoltà per i pendolari e gli automobilisti in transito.

​Il timore concreto è che il disagio possa estendersi a breve anche agli impianti di altri marchi, soprattutto nel caso in cui traggano il proprio approvvigionamento dalla stessa raffineria tarantina.

​Attesa per le autobotti e appelli alla calma

​La svolta, o quantomeno una prima boccata d’ossigeno, è attesa per domani, giorno in cui dovrebbero riprendere gli arrivi delle autobotti lungo le direttrici calabresi, pur in attesa di conferme definitive sulle tempistiche di sblocco.

Sarà proprio la ripresa regolare dei flussi a determinare se l’emergenza potrà rientrare rapidamente o se i cittadini dovranno prepararsi a un prolungato periodo di disagi e colonnine spente.

​Nel frattempo, il clima tra gli operatori del settore resta diviso tra la preoccupazione e l’invito alla calma. Molti gestori di distributori cercano di sdrammatizzare la portata dell’evento, sottolineando che le autocisterne continuano a viaggiare e a rifornire la rete.

Dove si registrano gli esaurimenti totali, spiegano, la causa principale non sarebbe una reale e irreversibile carenza di carburante, ma l’impennata anomala della domanda generata in queste ore dalla corsa al pieno. Una psicosi da accaparramento che, paradossalmente, finisce per svuotare i serbatoi molto più velocemente del normale.