Breve storia del bingo: Italia, America e ritorno in Italia

Se dovessimo ragionare un attimo risulterebbe davvero difficile trovare nella storia dei giochi “d’azzardo” un gioco dal nome più iconico e divertente di bingo.
Il bingo, infatti, è una versione alternativa della classica tombola che basa il suo funzionamento sull’estrazione di 90 numeri differenti: di questi soltanto 15 sono presenti all’interno delle proprie caselle.

Al giorno d’oggi il bingo è uno giochi più popolari d’Italia, specie perché assomiglia proprio alla stessa tombola natalizia che ha animato la convivialità tra familiari e amici negli anni passati. La semplicità e l’immediatezza del gioco lo rende accessibile a praticamente chiunque: grazie alle regole elementari la barriera d’accesso è praticamente minuscola e chiunque sia uscito con successo dalle scuole elementari è in grado di piazzare i segnalini sui vari numeri per portarsi a casa i premi.

Al giorno d’oggi il gioco si è evoluto in maniera particolarmente interessante attraverso sale dedicate o siti web dedicati anche a chi gioca a bingo non amms. È tempo di scoprire insieme la storia di questo gioco, dalle umili origini fino al successo internazionale dei giorni nostri.

C’era una volta il lotto

Le origini del bingo, a dispetto del nome onomatopeico, sono in parte anche italiane.
Il bingo deriva direttamente dal giuco del lotto, una specie di lotteria ante-litteram molto popolare nata a metà 400 a Milano e propagatasi poi per tutto lo stivale.
A metà 1700, tra le viuzze di Napoli, nacque ufficialmente una variante di tale gioco chiamato Tombola.

La struttura del gioco già all’epoca era molto simile a quella attuale: un battitore estrae 90 numeri diversi che i partecipanti registrano su di un apposita cartella. L’obbiettivo del giocatore è quello di segnalare le varie combinazioni di numeri, aiutandosi nel processo mnemonico con oggetti di uso comune come sassi, bottoni, segnalini e così via.

Fast forward ai primi del novecento americano dove, nella quotidianità locale, la tombola imperversava. Ad essere molto popolari come segnalini erano i fagioli secchi il cui termine inglese popolare non è altro che bean. La parola bingo sembra nascere proprio da una storpiatura di tale termine ed è soltanto grazie alla lungimiranza di un venditore di giocattoli che la tombola ha raggiunto un livello di standardizzazione e commercializzazione tale.

Evoluzione ludica

Da quel momento in poi il gioco del Bingo è mutato arricchendosi di numeri e regole fino a ritornare nel nostro paese soltanto alla fine degli anni novanta.
Da quel momento in poi il mondo del gioco d’azzardo è stato ampiamente stravolto dalla rivoluzione portata dal bingo che grazie alle caratteristiche sopra descritte ha rappresentato un ottimo punto di incontro tra gioco di società e gioco d’azzardo vero e proprio.

Queste modernizzazioni hanno fatto la fortuna del gioco in un contesto d’azzardo.
I premi, infatti, sono sì identici a quelli della tombola ma presentano anche combinazioni extra che possono risultare particolarmente vantaggiose per i giocatori. Alcune combinazioni premiamo i giocatori quando il gioco va per le lunghe o quando, all’interno di un preciso segmento delle estrazioni, si segnato tutti i numeri presenti all’interno di una zona della cartella.

Questi elementi hanno portato sempre più persone a studiare il gioco, in modo da poter massimizzare la possibilità di vincere, con strategie che puntano ad aumentare il senso di sicurezza dei giocatori acquistando cartelle con numeri anche distanti tra di loro. Inutile dire come la matematica, in questi casi, sia impietosa nei confronti di chi non la conosce. Soltanto la progressiva popolarizzazione del gambling online ha ridotto il numero di locali adibiti all’attività sul suolo italiano.