C’era una volta l’Azienda…

 Ci vuole la mia età, per ricordarsi dell’Azienda Autonoma di cura, soggiorno e turismo. Fu un momento davvero storico per Soverato, e che getta luce sul turismo che fu e più non è.

 La creò, prima in Calabria, Gino Alcaro, che del turismo aveva un’idea nobile, elegante e controllabile; e non si faceva gabbare dal buffo “Quanta gente sul Lungomare”. Chi ha in mente la Via Marina, sormontata dal Miramare, sa cosa voglio dire: lì si passeggiava ben vestiti, e non c’erano le file di auto di sfaccendati alla ricerca di un posto gratis.

 Allora Soverato aveva davvero fama in tutta Italia; e l’Azienda fu parte essenziale dell’immagine. Intanto il romagnolo Saso Sassi creava il Campeggio Internazionale, che fu per anni di grande potenza attrattiva. Ho scritto solo due nomi: per gli altri, damnatio memoriae.

 Infatti, poi l’Azienda, come tutto ciò che in Prima repubblica era ente, degenerò nella lottizzazione partitocratica; e la sua unica attività, verso gli anni 1980, fu di assumere impiegati in numero nettamente superiore alle sedie. Fu tale la causa del degrado dell’intero Meridione (“u postu”!!!), e quindi anche della nostra Azienda.

 Questa venne assorbita da un ente provinciale, che diede pochi segni di vita: ma ricordo la pubblicazione fotografica nota come Orbicolare; infine il tutto piombò nella voragine senza fondo e trionfo dell’inettitudine che è la Regione Calabria.

 L’Azienda di Soverato resta dunque una… una delle tante occasioni mancate. Il turismo, dal 1980, venne abbandonato a “quanta gente… ”, e, il peggio del peggio, agli appartamenti in nero, con l’evidente degrado che sappiamo.

 Ci vorrebbe di nuovo un’Azienda, ma solo locale, e in mano a gente affidabile.

Ulderico Nisticò