I Meridionali siamo meno intelligenti?

 Ogni tanto qualcuno rispolvera, o per approvarla o per negarla, una vecchissima tesi sulla scarsa intelligenza di noi Meridionali, in quanto causa della nostra arretratezza economica. A proposito, Lombroso non ha detto questo, ma parlava di delinquenza biologica; e pare lo abbia detto anche della forma della testa del Manzoni!

 Che il progresso sia un fatto di crescita dell’intelligenza, è un’opinione molto amerikana, e molto campata in aria, ed è come se volessimo misurare una superficie a chili e il peso a litri. O come affermare che Platone, siccome andava a piedi, era meno intelligente di Pincopalla che invece ha l’automobile e anche il cellulare. È tipo di una mentalità amerikana calcolare la civiltà a quante bistecche si mangino nell’anno, quindi in calorie, dimenticando, gli intelligentoni, che ce ne vogliono tante, ma tante in un posto chiamato Nevada dalle nevi, e pochissime sull’Equatore, anzi meno sono meglio è per la salute. Che geni, vero, gli scienziati USA?

 Fatta questa premessa, parliamo del progresso del Nord Europa, e, parecchio tempo dopo, pure del Nord Italia. Gli intelligentissimi storici e filosofi amerikani, la cui memoria non va oltre due secoli, pensano che il mondo sia iniziato con loro… e già, “l’uomo, quando si rovescia nell’ignoranza, fa sé regola dell’universo”. Giuro che non l’ha detto un cow boy dell’Ohio, ma un filosofo napoletano, G. B. Vico.

 Il progresso tecnologico ed economico è infatti recentissimo, rispetto alla macrostoria; e ancora nel XVIII secolo si moriva di fame – letteralmente – in Inghilterra e Germania, e figuratevi in Scozia eccetera; e cominciarono a mangiare con le patate. Con le patate, non con i neuroni.

 L’Inghilterra (dal 1707-14 Gran Bretagna) sviluppò l’economia con i traffici marittimi, sostenuti da una potente flotta da guerra, e con un inizio di produzione industriale; il tutto sotto il bieco dominio di una classe aristocratica e capitalistica spietata nei confronti sia di se stessa sia degli operai, e peggio di miseri minatori, non di meno le donne e i bambini. Ma lo stesso ignobile lord canagliesco sfruttatore della carne cristiana, elegantemente moriva in prima linea o sopra una nave del re. Un re tedesco che non spiccicava una parola di inglese: ma, il re. Non c’è nulla di intelligente, in tutto ciò; bensì un sistema funzionante contro il quale non si ribellava nessuno, né lo sfruttatore lavoratore né il nobile destinato a pallottola nemica. Per il Weber, è l’etica protestante, effetto di una religione altrettanto spietata, che manda all’Inferno per predestinazione, senza speranza di Purgatorio. O leggete “La favola delle api. Vizi privati, pubbliche virtù” di Mandeville.

 Ah, dimenticavo la dinamica fondamentale, che fu l’usura, la quale, attraverso l’accumulo capitalistico, generò l’esigenza dell’investimento. Il 20 maggio è la festa di s. Bernardino da Siena, che dell’usura era nemico giurato; e ricordiamo i Monti dei pegni, che consentivano ai poveri di disporre di piccole cifre quasi senza interesse. Niente usura, niente capitalismo: si può essere d’accordo o no, ma tutto questo con l’intelligenza non c’entra un bel niente.

 Aggiungete l’altro limite, la chiusura. Quegli artisti romei, sdegnosamente anonimi, che affrescarono la chiesetta del Campo di S. Andrea, e ancora restano le loro opere, conoscevano segreti per una pittura destinata a durare mille e più anni; però, morti che furono, non ne seppe più niente nessuno. E anche la vecchietta di Davoli che mi rivelò come coloravano le stoffe, portò i suoi misteri all’Aldilà, dove non si lavora. Altrove, con Bacone, filosofo poco metafisico ma molto pratico, inventarono cose che si possono replicare.

 Se mai, i Meridionali, come gli antichi Greci, patirono, e patiscono, un eccesso di pensiero: e non a caso i filosofi, almeno fino al XIX secolo, furono tutti meridionali; e ancora oggi il buon meridionale passa più tempo a pensare di tutto che a fare sul serio una qualsiasi cosa.

 Perciò il Sud è stato restio alle innovazioni, anche tecniche. La seta di Catanzaro, rinomatissima in Europa, continuò per secoli ad essere trattata come ai tempi del nonno, il quale a sua volta fece come il nonno; e intanto due analfabeti del Comasco, ma cervelli in fuga, a Bergamo aprivano un filatoio senza tanti bribimboli. Leggete i Promessi Sposi fino alla fine, non solo il matrimonio.

 Conclusione: i Meridionali farebbero meglio ad essere meno intelligenti e più fattivi; chi fa, può sbagliare; chi non fa, sbaglia di sicuro!

Ulderico Nisticò