I mille usi della realtà virtuale

Giochi e tecnologia con lo sviluppo della realtà virtuale: anche in Calabria la cultura cerca di avvicinarsi a questa importante innovazione tecnologica. Le applicazioni della realtà virtuale, arrivano in Calabria a gamba tesa non solo per incrementare il mondo del gaming, ma anche per ampliare l’offerta culturale e turistica. Nei musei e nei luoghi culturali della regione del Sud Italia, sono sempre di più le strutture che decidono di investire sulla virtual reality. L’obiettivo è quello di rendere l’esperienza culturale e la fruizione di alcuni siti turistici, sempre più immersivi. Da anni infatti, si cerca di utilizzare tutti i vantaggi della realtà virtuale per avvicinare le persone a questo mondo molto particolare. Le possibilità sono davvero infinite, in quanto la realtà virtuale presuppone proprio la possibilità di aumentare le percezioni del reale senza però rinunciare alle comodità di stare a casa o in un luogo fisso. Lo spazio digitale può essere ampliato e applicato ad ogni settore. Mentre normalmente viene diffuso nel mondo del gaming, vi è l’esperimento fatto in Calabria che lavora per applicare queste possibilità del Vr anche al mondo dei musei e della cultura.

La realtà virtuale e il gioco in Calabria, le nuove tendenze

L’idea è arrivata proprio quando sono emersi i primi dati in Calabria relativi al mondo del gaming online. Anche la regione del Sud Italia rispecchia quella che è la tendenza un po’ di tutto il pianeta di cercare esperienze sensoriali di videogiochi tecnologici, in maniera netta e precisa. La crescita circa del 13% dei giochi tecnologici legati al mondo della realtà virtuale, ha fatto pensare alla possibilità di poter espandere questo fenomeno anche a settori completamente differenti. Sono sempre di più infatti, le persone che si avvicinano a portali come NetBet oppure ad altri che offrono delle soluzioni di gioco innovative e variegate. E’ proprio per cercare di dare una risposta in tal senso, e per sfruttare questa tendenza, che i musei calabresi hanno dato vita ad un particolare progetto che permette di utilizzare la realtà virtuale per creare una sorta di spazio digitale amplificato del reale, in cui è possibile percepire quelle che erano le usanze e le tendenze del mondo Antico.

Realtà virtuale e cultura

Già nel 2014 si era indagato, proprio a partire da una delle più importanti tesi di laurea di un dottore calabrese, sulla possibilità di applicare la realtà virtuale al reale. L’esperimento fatto nel mondo della cultura in Calabria, ha dimostrato che oltre ai videogiochi si può applicare questo particolare contesto tecnologico anche al mondo culturale. Infatti, uno dei segreti della realtà virtuale sta proprio nell’utilizzo semplificato della tecnologia. La diffusione è stata davvero tanta nel corso degli anni proprio perché adesso coloro che producono i videogiochi oppure hardware e software per la realtà virtuale, stanno accettando la sfida dei dispositivi mobili. Questa sfida permette di inserirsi nel mercato in maniera molto netta e rapida, in modo tale da riuscire a entrare a gamba tesa nella vita delle persone. La realtà virtuale non si applica soltanto a giochi nuovi e completamente innovativi, quanto piuttosto anche a quelli classici. Tra i principali giochi in tal senso, ci sono anche quelli relativi ad esempio, al mondo dei casinò online. Un’altra possibilità di applicazione invece, sta nella fruizione di un ambiente immersivo che permette di interagire nel reale e di farlo magari scoprendo quella che è un’antica realtà oppure la riproduzione di un contesto cinematografico. Questa idea perciò, permette di sfruttare la nuova tecnologia a vantaggio della cultura e allo stesso tempo, suscita un nuovo interesse.

La nuova sfida della realtà virtuale e le possibilità per il Mezzogiorno

La realtà virtuale è chiamata ad una nuova sfida sempre più importante ed intraprendente. È la sfida del reale che deve fare i conti con la voglia che si ha tra gli amanti del gaming, di vivere esperienze sempre più gratificanti e stimolanti da un punto di vista sensoriale. Per cercare perciò di dare un’importanza culturale particolare a siti archeologici del Sud Italia, si potrebbe intraprendere in maniera ancora più capillare e diffusa questa tendenza, così da riuscire a incentivare la fruizione degli spazi culturali di tutto il BelPaese. Questo discorso deve essere fatto in particolare nel sud Italia, proprio perché è un problema di manutenzione, gestione e diffusione della cultura che deve essere affrontato così, da poter garantire una crescita e una ricchezza. Il sud Italia infatti, ha bisogno di un incentivo in tel senso e la cultura potrebbe essere, anche con l’aiuto delle nuove tecnologie la svolta necessaria da un punto di vista economico-finanziario.

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