Il disastro è antropologico

Per fare una squadra di calcio, servono undici giocatori sani, robusti, allenati e disciplinati. Dieci non bastano, e nemmeno nove, otto… Se non ne abbiamo, meglio rinunciare del tutto. E nemmeno è una soluzione prendere undici in mezzo alla strada, magari sovrappeso e con i trigliceridi altissimi. Ogni botte dà il vino che ha, e non quello che ci sogniamo.

Ecco, prima di qualsiasi altra considerazione, rimuginate su questa: se la classe politica attuale è di mediocre o cattiva qualità, e non c’è in vista un’altra, anzi… hai voglia d’inventarti costituzioni e altri marchingegni o elezioni e governi, e il risultato sarà cattivo, o, nel caso meno grave, molto mediocre.

Attenzione, non è un fatto di intelligenza o di cultura, è un fatto di energie: è la differenza tra Alessandro che taglia il nodo con la spada, e chi invece, per non inimicarsi né i soldati né il popolo né il nodo, e non avendo spada e muscoli, rimane a guardare con le mani in mano, e intanto si consola con mucchi di chiacchiere e citazioni di sedicenti filosofi.
Esempio più recente. La Regione Calabria, secondo la Corte dei conti, nel 2017 ha rimandato indietro il 91,6% dei fondi europei. Credete voi che i politicanti e funzionari di Germaneto siano privi di intelligenza e di cultura? Ma no, sono privi di fantasia, di coraggio, di decisione, di audacia, ovvero di gonadi. E la differenza tra un uomo e un ometto non sono né la cultura né l’intelligenza: le gonadi, sono; o fate voi in versione femminile.

Leggete il Vico: nelle “età degli uomini”, incombe il disastro antropologico, con debolezza morale e di azione; e i popoli sono inclinati verso la fine. Vedono il pericolo, ma si gabbano da soli con l’ottimismo e le false speranze.
Ancora il Vico insegna che la Provvidenza potrebbe intervenire in due modi: con un governo autocratico e forte; o con il dominio di un popolo barbaro.

Del primo, non si vede alcuna traccia. Di barbari, tanto meno. I barbari, sempre secondo il Vico, sono popoli nella “età degli eroi”, e vivono di grandi miti e grandi emozioni: donde anche la poesia epica e quella sensuale. Sono quelli che crearono il Medioevo, con la grandiose cattedrali e non chiese fienili; e la Divina Commedia, e non il piagnisteo retribuito con premi letterari a €€€€€€€€€€.

Di barbari del genere, nemmeno l’ombra, e non vi fate ridere dietro azzardando paragoni con Teodorico o Teodolinda o Carlo Magno o Roberto Guiscardo! Nessun barbaro all’orizzonte. Tanto meno sono barbari i cittadini calabresi, o, a quella notizia di aver perso il 91%, avrebbero (lo dico educatamente) protestato; e invece tutti muti, e voteranno lo stesso per qualche uscente. Poi c’è qualcuno che parla di orgoglio meridionale… della Magna Grecia, ovvero settanta (70) generazioni fa.
Secondo voi, dopo queste premesse, posso io dedicare un attimo del mio tempo a pensare se faranno un centrodestra riesumando Berlusconi, o una DC con Renzi? No, vi prego, lasciatemi nella mia lucida e allegra disperazione.

Ulderico Nisticò