Quando la voce del territorio si alza all’unisono, il potere istituzionale non può fare a meno di ascoltare. A poche settimane dalla mobilitazione dello scorso 9 ottobre davanti alla Cittadella regionale, sembra essersi consumata una svolta decisiva: la Regione Calabria ha scelto di piegarsi alle istanze della “piazza” e di presentare ricorso al Consiglio di Stato contro il controverso progetto del “Parco eolico San Vito”.
Al centro della contesa c’è l’installazione di 14 pale eoliche di gigantesche dimensioni nel cuore delle Preserre catanzaresi. Un’opera che pende sul territorio da oltre vent’anni tra continui rimodulamenti, ma che oggi rischia di sferrare un colpo mortale al “Kalabria Coast to Coast”, uno dei percorsi escursionistici più iconici e apprezzati della penisola.
Il cammino, che collega la costa jonica a quella tirrenica svelando paesaggi incontaminati e biodiversità uniche, è diventato negli anni un volano economico ed esperienziale senza precedenti, attirando ogni anno migliaia di camminatori da tutto il mondo.
Il suo valore simbolico e promozionale ha persino travalicato i confini nazionali, guadagnandosi l’inclusione nella prestigiosa classifica del Time come unica meta italiana tra le 50 destinazioni mondiali assolutamente da esplorare.
Se realizzato, l’impianto industriale avrebbe di fatto cancellato la traccia e la magia del tracciato, trasformando un’oasi naturalistica in una distesa di cemento e megastrutture in acciaio. Una contraddizione insanabile tra la transizione energetica e la tutela del patrimonio paesaggistico che la comunità locale non è disposta ad accettare.
La decisione dell’amministrazione regionale di ricorrere all’ultimo grado di giudizio amministrativo rappresenta dunque una risposta diretta alla fermezza dimostrata da associazioni, escursionisti e cittadini scesi in piazza per difendere il bene comune.
Un segnale forte che riconosce come la vera ricchezza della regione risieda nell’autenticità del suo territorio e nella capacità di custodirlo.