Le frontiere strane dell’Europa


 Due premesse. Le frontiere, dall’alba dei tempi, sono fatti politici, e derivano da situazioni secolari di scontri o incontri o qualsiasi altro rapporto tra Stati. Gli Stati europei hanno avuto una storia di infinite guerre per le frontiere, accompagate da conquiste coloniali in ogni angolo del Pianeta.

Seconda premessa: enclave non vuol dire che, per esempio, Ceuta è africana; bensì è spagnola circondata da uno Stato africano, il Marocco. Idem per Melilla e per un paio di scogli dell’ex Marocco Spagnolo.

Ceuta oggi è celebre per noti motivi; ma mica è la sola frontiera strana, in Europa. Ne diamo breve elenco. Munitevi di una cartina, anzi di un mappamondo.

Sono territorio spagnolo le Canarie, geograficamente africane.

Fin dalla Guerra di successione spagnola (1700-14) la Gran Bretagna possiede Gibilterra, enclave britannico circondato da territorio spagnolo.

La Francia annovera tra i suoi territori la Guiana, in America Meridionale; e alcune isole delle Antille; nonché isole e atolli nella lontanissima Polinesia. Secondo la più antica consuetudine e anche legislazione, chiunque nasca in uno di quegli sperduti luoghi (ius soli) è francese esattamente come san Luigi IX… stavo per dire come Napoléon Bonapart[e], non fosse che Napoleone Buonaparte, imperatore dei Francesi, era italianissimo per sangue.

A proposito, in Italia vige lo ius sanguinis, e sta bene com’è. L’Italia però possiede Lampedusa, che per geografia è disgraziatamente vicinissima all’Africa; però i suoi abitanti sono italiani.

Anche Malta è prossima all’Africa, però Malta è uno Stato dell’Unione Europea. Quando ci faremo un pensierino?

La Danimarca possiede la famosissima Groenlandia. Famosissima solo da quando Trump, in nome della geografia, ha detto che è in America, e se la vorrebbe annettere: vedremo. La Danimarca è uno Stato dell’U. E., ma la Groenlandia no. Stranezze dell’Europa.

Non meglio definita è la condizione delle Far Oer.

La Norvegia non fa parte dell’U. E. Possiede le Svalbard, isole artiche dalla situazione non del tutto definita.

Fa parte dell’U. E. Cipro, che è palesemente asiatica; e nemmeno ne fa parte tutta l’isola, giacchè un terzo è abitato da etnia turca e si è reso, almeno di fatto, autonomo.

La Grecia possiede Castellorizzo, che per geografia è quasi attaccata alla costa asiatica.

La Moldavia, che subì molte vicissitudini politiche e giuridiche, era una Repubblica dell’URSS, divenuta poi indipendente. Esiste una lingua neolatina moldava, però lo Stato usa ufficialmente il romeno, lingua neolatina; e sarebbe ora che si fondessero, i due Stati.

Sorvolo, perché ci vorrebbe un volumone, sull’ex Iugoslavia, dove Slovenia, Croazia e Macedonia del Nord diciamo che hanno frontiere e situazioni stabili; ma Kossovo, Montenegro, Bosnia versano in situazioni provvisorie e con truppe straniere, in buona parte italiane.

La Cecoslovacchia, assurdità wilsoniana del 1919, scioltasi nel 1938 con qualche scossone, rimessa in piedi a forza dall’URSS e ogni tanto invasa, non esiste dal 1992, quando, in una tranquilla notte, si separò in Slovacchia e la detta oggi Cechia, entrambe in U. E.

E che dire delle frontiere polacche, che dal 1939 al ’45 si sono spostate da est ad ovest di un migliaio di chilometri? Anche la Germania, non avendo mai firmato un trattato di pace, avrebbe i confini del 1939, però tutti fanno finta di non saperlo.

Infine, ciliegina sulla torta, la Russia possiede un’enclave bello grosso, Kalinigrad, già Koenisberg, proprio quella dove nacque Kant e dove passeggiava, sempre e solo in perfetto orario. Confina con Polonia e Lituania e Baltico.

Insomma, è complicata, l’Europa. E non vi dico le rivendicazioni, o facciamo notte.

Ulderico Nisticò