Ma voi lo sapete che si scioglie il Consiglio Comunale?

 Non mi pare che la cittadinanza soveratese abbia recepito la novità: non appena Alecci s’insedia alla Regione, e ipso facto e non per scelta o caso, ma per legge, si scioglie il Consiglio Comunale. Dura lex, sed lex.

 Ovvero, dopo un periodo di reggenza, dobbiamo tornare a votare per sindaco e consiglieri. E siccome vorrei evitare di assistere allo spettacolo di candidati delle ore 11.50 dell’ultimo giorno a raccogliere firme – storico, è successo – nonché ricorsi a tribunali vari, mi piacerebbe che la popolazione si preoccupasse con bell’anticipo, cioè da oggi 9 ottobre.

 La popolazione, cioè le persone con un poco di “riputazione” e autorevolezza e buon senso. E non dico i partiti, in quanto essi è dagli anni 1990 che non esistono in nessun luogo d’Italia, e tanto meno a Soverato. Ora vi espongo come la penso io.

1.       Bisogna evitare di fare alla calabrese maniera, cioè prima la cravatta e poi le scarpe: il punto non è il sindaco, è un’idea per Soverato, che poi, e solo poi, si deve incarnare in una o più persone. Non cominciate con “C’è il dottor X”, oppure “Candidiamo Y”. Se il problema è questo, basta mettere assieme delle liste, e una, per forza, vince.

2.       Soverato, senza perle e perline, ha molti problemi, primo dei quali il calo demografico: 8760 anime, in realtà di meno, perché molti pensionati vanno a vivere di fatto altrove.

3.       Le saracinesche abbassate sono sotto gli occhi di tutti; e il commercio, detto in generale, è fatto quasi solo di generi alimentari; e meno male che abbiamo il mercatino.

4.       Lo strombazzato prolungamento della stagione turistica – ne sentiamo da vari decenni – non solo non c’è, ma appare un’inversione di tendenza verso la riduzione.

5.       Poche e mal gestite le occasioni non balneari in senso stretto. Esempio, il sostanziale modestissimo risultato dell’operazione Gagini, che, nelle intenzioni iniziali, doveva fare di Soverato il centro regionale delle celebrazioni, in una Calabria ricchissima di opere gaginesche e che della Pietà manco niente ha saputo di striscio. La cosa è andata come è andata, al 30% della potenzialità, e la responsabilità è dell’Amministrazione uscente e della Parrocchia di Soverato Superiore, che hanno lasciato… stavo per dire fare… lasciato non fare!!! Quanto alla Parrocchia di Marina e alle molte e dotte Scuole, del Gagini sconoscono pure in quale squadra gioca. Ne parleranno i posteri, nel 2121. A proposito, ma poi la Regione ha mandato i denari?

6.       E non scordiamo l’invecchiamento della popolazione, che è un fatto più morale che anagrafico.

7.       Insomma, c’è molto cui mettere mano.

 Bisognerebbe incontrarsi… ah, non dico convegni segue cena, e politicanti a promettere il galletto dentato. Dico di fare come una volta, quando s’incontravano per il tresette nel retrobottega del farmacista, e tra un Lisciabusso e un Cala l’asso, si prendevano le decisioni. E intanto le signore, con la scusa del macramè e del pettegolezzo, decidevano cosa far decidere ai mariti.

 Oggi, ragazzi, se qualche rara volta tento di aprire il discorso su Soverato e sulle prossime elezioni, mi guardano come fossi sulla strada della follia e cambiano discorso.

 Secondo voi, risponderà qualcuno? Francamente, ne dubito.

Ulderico Nisticò