Minaccia con pistola due donne e tenta di violentarle, arrestato


foto-pistola-22-nov‘Tentata violenza sessuale aggravata e lesioni personali’, con questa accusa un 25enne, Mohammed Syaf, di nazionalità marocchina, è stato arrestato dai carabinieri di Lamezia Terme guidati da Pietro Tribuzio. I fatti risalgono a qualche giorno fa quando è pervenuta una richiesta d’aiuto al 112 da parte di due donne, spaventate, dall’accento straniero che chiedevano l’intervento dei militari.Le due donne, di nazionalità marocchina, erano state svegliate nel cuore della notte dal suono insistente del campanello di casa. Alla porta un uomo che imprecava, urlava e bussava con forza. Scese in strada per capire cosa stesse accadendo, le due donne si sono ritrovate di fronte l’uomo, un connazionale che però non conoscevano, armato di pistola, che le minacciava cercando un approccio fisico. Mentre una delle due cercava di distrarre l’uomo, in evidente stato di alterazione psico-fisica che nella circostanza la colpiva ripetutamente e tentava di palpeggiarla, l’altra riusciva a chiamare il 112.

I militari dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Lamezia Terme giunti sul posto a sirene spiegate, dopo che le due giovani sono state trasportate in ospedale per le dovute cure, si sono recati nell’abitazione dell’uomo che, poco prima, aveva portato via la pistola dal luogo dell’accaduto. Nonostante l’insistenza dei militari operanti il 25enne ha aperto la porta della propria abitazione solo dopo svariati minuti. Una volta dentro, dopo un’accurata perquisizione locale, è stata rinvenuta, opportunamente occultata in un secchio, l’arma utilizzata in precedenza per minacciare le due donne: una pistola a salve di proprietà di un italiano. Mohammed Syaf, pertanto, è stato arrestato per “tentata violenza sessuale aggravata e lesioni personali” mentre l’italiano, proprietario dell’arma, denunciato in stato di libertà per “favoreggiamento personale”. In data odierna, a seguito di convalida, a Syaf è stata applicata la misura cautelare della custodia in carcere.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *