Morano Calabro e la Cronoscalata del Pollino


La XXV edizione della gara automobilistica in salita che si corre nei territori di Morano calabro e di Campotenese è stata data agli archivi. Iniziamo col dire le enormi attese non siano state tradite ed all’indomani della manifestazione possano essere concesse alcune considerazioni basate su inopinabili dati di fatto.

Chi abbia vinto o perso, chi sia piaciuto o meno, chi sia stato fortunato o chi non lo sia sia stato, chi ha incantato il pubblico e chi lo ha deluso lungo la “Dirupata” del Pollino, evitiamo di raccontarvelo ancora una volta avendo già a tal proposito, sciorinato altri.

La corsa, assente dal calendario nazionale da diversi anni, è stata riportata in vita dall’ASA di Castrovillari capitanata da Massimo Minasi, figlio del compianto Vittorio Minasi che nel 1983 alla guida dello stesso sodalizio che oggi ne ha riesumato le ceneri, la organizzò per la prima volta.

Chi nel fine settimana o anche solo domenica è stato a Morano, non ha potuto fare a meno di notare presenze incredibili che nessuno forse più si sarebbe aspettato di avere.

Da quelle parti l’interesse per la gara automobilistica va a braccetto con quello per le bellezze dei luoghi e se nessuno necessita della luce riflessa dell’altro visto che il borgo è uno dei più belli d’Italia e il tracciato della competizione veloce e paesaggisticamente non comune, assieme divengono qualcosa di unico capace di trasformare una interessante giornata di sport in vera e propria festa popolare.

Chi segue questa disciplina sportiva riconosce domenica sul Pollino ci fosse il vero pubblico delle grandi occasioni, quello che in altri luoghi non si vede da tempo ma che sulle rampe del parco nazionale che paiono salire verso il cielo, si è ritrovato in realtà ad ogni edizione e puntualmente anche a questa.

Molteplici i punti di forza della classicissima ma il paddock allestito in pieno centro abitato, davvero una chicca. L’indotto economico e turistico portato dalla manifestazione all’intero territorio, è innegabile sia stato enorme ma l’impegno per mettere in piedi uno spettacolo di questa portata, è sovrumano ed economicamente assai esoso.

Le gare in salita hanno il grande pregio di portare l’automobilismo sportivo tra la gente, sulle strade di tutti i giorni e per far sì questo possa avvenire, è necessario far collimare tante cose affrontando una miriade di difficili e lunghi ostacoli burocratici.

A nostro parere, nel riportare la manifestazione al nastro di partenza, l’ASA, coaudiuvata da un gruppo locale e dalla fattiva collaborazione dell’amministrazione comunale, ha compiuto un prodigio.

Malgrado i diversi incidenti ed gli svariati guasti tecnici che hanno causato più fermi in gara 1 fronteggiati magistralmente da una Direzione eccellente, tutto si è svolto nel migliore dei modi ed il Pollino alla fine ha proclamato il proprio Re.

Preso atto dei risultati ottenuti ed incamerate grandi soddisfazioni, si guarda al futuro speranzosi, un giorno, di riavere l’agognata validità tricolore di cui nella penultima edizione la gara era stata insignita.

Con L’Associazione Sportiva Automobilistica castrovillarese, la corsa continua.

Massimiliano Giorla