Muccino con lo sconto

Premesso che anche costasse un solo euro sarebbe un euro sprecato, il corto di Muccino non si pagherà più 1.700.000 €, ma “solo” 1.200.000. La Regione ha trovato il modo di risparmiare qualcosa, e manco pochissimo: 500.000.

Il prodotto muccinesco era pessimo proprio per lo scopo per cui era stato pensato, “suscitare emozioni”. Quali emozioni possono suscitare due tizi non proprio giovanissimi, che mangiano un non meglio individuabile agrume; e manco una soppressata, se no s’arrabbiano i vegetariani; e manco pasta al forno, se no s’indignano i salutisti; e tanto meno bevono un goccio di vino? E in una terra che, se non lo sapessimo dai titoli di coda, potrebbe benissimo non essere la Calabria: tanto, mari e agrumeti ce ne sono da tutte le parti, e sono tutti uguali.

Nessuno ha detto a Muccino che la Calabria è una terra aspra e forte, dai sensibili contrasti anche di paesaggi; e che è bella, ma non certo amena.

Tanto meno Muccino ha mostrato di avere la benché minima idea della cultura, dei monumenti… e figuratevi della storia della Calabria. Argomenti a lui ignoti – e fin qui passi, perché anche io sconosco la parallasse – ma che non ha ritenuto suo dovere di informarsene, leggendo un libro qualsiasi o chiedendo a chi ne sa.

Gratis, non vi preoccupate, gratis: ci sono abituato.
Cosa non farei io, per l’immagine della Calabria, con 1.200.000… ma no, con 120.000; anche con 12.000, via!

Ulderico Nisticò