Noi che eravamo sociali e non social …20 anni dopo!

Gli anni della scuola rappresentano una tappa importante per ciascuno di noi. Anni di risate, timori per compiti in classe ed interrogazioni, nuove conoscenze e straordinarie esperienze ed avventure e, la possibilità di viaggiare grazie alle gite organizzate dai vari istituti scolastici. Amicizie che si consolidano, amori sbocciati e finiti nel giro di poco tempo, allegria, spensieratezza, incertezza per il futuro…Insomma rappresentano un passaggio di crescita davvero importante di ogni adolescente. E, spesso, dopo il conseguimento del diploma, molti si perdono di vista. Ognuno intraprende il proprio percorso, si prendendo varie direzioni, ma quando le strade si ricongiungono avviene qualcosa di fantastico. Ed è quanto è accaduto alla mitica classe della V D a.s. 1996/97 dell’istituto commerciale “Calabretta” di Soverato. Una rimpatriata che non avveniva dal lontano 1997 e che è stata resa possibile grazie all’utilizzo dei social, che hanno fatto sì che fossero tutti rintracciabili, soprattutto coloro i quali per motivi di lavoro si erano trasferiti ormai da anni nelle città del nord. Se da un lato l’utilizzo errato dei social può essere deleterio, dall’altro in questo caso, è stato motivo di ricongiungimento per un’intera classe che, a distanza di vent’anni, ha potuto ritrovarsi.

“E’ stata un’emozione indescrivibile – hanno commentato – riabbracciarci, sapere della vita l’uno dell’altro, del percorso personale e professionale che ognuno di noi ha fatto. Ma ciò che è stato più sorprendente è scoprire che la complicità di allora non era cambiata, nonostante per anni erano stai persi i contatti con alcuni di noi. È stato bello raccontarsi e viversi di nuovo, con abbracci, risate, sguardi e brindisi. È vero gli anni della scuola possono essere davvero belli quando si incontrano persone speciali e pazzerelle come noi. Ci siamo ritrovati la maggior parte, dopo vent’anni madri e padri, ma fondamentalmente non siamo cambiati…non è cambiata la voglia di stare insieme, scherzare, divertirci”.

Non sono mancati i ricordi di quegli anni e un pensiero è volato anche ai professori De Gori, Doria, Froiio, Giunti, Michelotti, Palmisciano, Papa, Stagliano e don Peppino Russo, che in cinque anni ci hanno fornito gli strumenti per poter affrontare correttamente il mondo professionale, ma che sono stati anche mentori per i nostri piccoli problemi quotidiani; alla vicepreside Virzì per cui rappresentavamo un “incubo” per la nostra irrequietezza ma che in fondo nonostante i duri rimproveri, ci adorava e, sorrideva di nascosto, per le nostre pazzie, che non sconfinavano mai nella cattiva educazione. Un grazie al dirigente scolastico Nicola Limardo apparentemente severo, ma che in realtà ha saputo insegnarci tanto!

….E attraverso le videochiamate anche i pochi che non sono riusciti ad esserci per motivi di lavoro sono stati presenti.
A tutti gli studenti diciamo di non aver fretta di crescere, di lasciare la scuola, perché le vere preoccupazioni arriveranno dopo. Godetevi questi anni a 360 gradi, attimo per attimo e con grande intensità, perché resteranno gli anni più belli che non torneranno. Momenti, parentesi che faranno sempre parte di voi, ricordi che sarà bello custodire. Ma nel nostro caso, ancora più bello è stato ritrovarci. Allontanatevi dai vostri smartphone quando siete nella vostra comitiva di amici, e siate più “socievoli” e meno “social”. Non abbiate paura di vivere la vita reale, di innescare legami sinceri con le persone che vi circondano, che saranno un valore prezioso che nessuno vi potrà togliere. I “social” sono un strumento, e come tutti gli strumenti apportano benefici o svantaggi in funzione di come vengono utilizzati. Nel nostro caso sono stati preziosi per consentire di ricongiungerci e ripartire da dove ci eravamo lasciati.

Ognuno di noi intraprende un viaggio, quello della propria vita ma ciò non significa che di questo viaggio non possano farne parte le persone importanti come i compagni di scuola. Si cresce ma i legami autentici restano nel tempo e ritrovarsi è la magia più bella che la vita possa donare.

Antonella Rubino

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