Quasi pronto il primo lavoro discografico di Simone Gualtieri di Guardavalle

Simone Gualtieri è un cantautore di 24 anni. Nasce a Catanzaro l’1 Luglio 1997 e cresce tra le braccia del suo paese, Guardavalle (CZ). Si avvicina alla musica sin da piccolo, passione tramandatagli dal nonno Nicola, e inizia a muovere i suoi primi passi nell’ambiente tradizionale. 

Attratto dalla cultura tradizionale della sua terra, la Calabria, inizia a studiare etnomusicologia e frequenta corsi e stage sui vari suoni, strumenti e testi che fanno parte della musica popolare calabrese. Nel 2013 dà vita alla sua carriera da percussionista degli Antigua e dei Lisarusa. 

Il 16 Aprile 2020 la sua vita cambia totalmente.  Scrive il suo primo testo dando vita al suo primo singolo, Oltreoceano.  Dopo quasi un anno di silenzio, il 17 dicembre annuncia il suo primo disco non svelando però la data di uscita. 

Scrive:  “È arrivato il momento di dirlo. Sto lavorando al mio primo disco!  Ho scelto di occupare quest’anno e mezzo scavando, confrontando, scrivendo, studiando e cantando. 

Ho scelto di occupare un periodo in cui la mia assenza stava disegnando troppe parole in bocca ad un mondo che forse ha compreso poco di ciò che ero e di ciò che sono. Credo di aver occupato questo anno facendo ciò che mi da l’opportunità di definirmi. 

Sono felice, orgoglioso di tutti i ragazzi all’interno del progetto, che dolcemente hanno deciso di sposarlo sin dall’inizio. Grazie a Lucio Ranieri, Pietro Procopio, Ilenia Iozzo, Cristina Nifosi e tutti che, incondizionatamente, mi hanno supportato dal primo momento. 

I miei ragazzi sono il percorso più bello che potessi tracciare! Probabilmente siamo una banda di matti sclerati in quanto nettamente convinti che in un periodo in cui si dà valore al mercato, al lancio, alla strategia, abbiamo puntato solo una cosa: “l’emozione”. 

Perché potrei star qui a creare l’hype, se così si dice, ma una canzone non ha bisogno di una tavola apparecchiata. Facciamo passare l’inverno Ci siamo quasi” 

“Concludo motivandole la nostra richiesta.  Crediamo fortemente che là nostra terra, al di là di ogni pregiudizio, possa far mancare il fiato al mondo intero, per colori, sogni e forme che noi stessi riusciamo a dare. 

Ora ci chiediamo: “perché gli altri si e noi no?”  Crediamo fortemente nei giovani che accettano di restare, con la voglia di continuare a coltivare i propri sogni, proprio lì dove ci si viene detto che è impossibile. 

Le cose prime o poi cambieranno. Non saremo di certo noi gli eroi di questa storia, ma potremmo essere noi i pazienti 0 della forma più dilagante di cambiamento”.