Se tecnico dev’essere, tecnico sia: invece…

Riassunto. È chiaro che i 5 stelle e il Pd non volevano le elezioni, da cui soprattutto i grillini sarebbero usciti a mozzichi e pezzetti. Perciò, dopo una pantomima da perfetta costituzione materiale, esce il fogliettino… il coccodrillo, che, in linguaggio giornalistico, vuole dire articolo già preparato da un pezzo. Ha detto Mattarella che l’Italia è nel disastro da tutti i punti di vista: cosa che, evidentemente, fino alla settimana scorsa non era! E ciò mi lascia alquanto perplesso: non so voi.

Nella cartuccella c’era non scritto ma chiaro Draghi, e Draghi, almeno fino a stamani, fu.
L’Italia avrebbe bisogno di politica, non di tecnici; e i tecnici, ripeto, devono eseguire e non decidere. Ma questo passa il convento, e politica non ce n’è; né quella dei partiti formati, né la prospettiva di un movimento di gente valida e forte. Draghi, dunque? Per me, come al mattino la pilloletta della pressione: insignificante, poca cosa, ma la devo prendere per forza.

E nemmeno io sono di chi pensa che se le tasse le mette un politico fanno male, se le mette un Monti o una Fornero invece sono un piacere. E di tasse, con Draghi, ne temo una valanga, non tanto dirette quanto sotto mentite spoglie di aliquote, percentuali e altre diavolerie di cui i banchieri sono maestri. E peggio di loro la bolletta, dove su 100 € 40 al massimo sono di luce e il resto di tasse e follie come “spese di trasporto”: come se la luce io dovessi andare a prendermela al palo a spese mie con un camion, e non loro portarla a me che la pago!!!

Ma torniamo a Draghi, che ora sta giocando anche lui al piccolo costituzionalista, e fa le consultazioni. Ragazzi, se serviva un politicante che facesse il politicante, ce n’erano già a iosa, senza scomodare lui.

Se tecnico lo volete, il governo, tecnico sia. Mettete un poco di ministri – pochi! – e un programma serio e senza chiacchiere, e di immediata attuazione; andate in parlamento, e dite: “Questo sono io, questo è il governo, questo è il programma. Prendere o lasciare”. Se lasciano, Draghi se ne torna a casa.

Un governo tecnico fa così, senza stare a vedere se Di Maio è o no d’accordo con Di Battista, o se partitucci come LeU e IV fanno le crisi con il 2%.
Se invece andrà come oggi, 4 febbraio, sentiamo, quello Draghi sarà un guazzabuglio misto, magari con Berlusconi e Salvini assieme a Zingaretti.

E i tribunali di Catania e Palermo? Magia: li chiudiamo sei mesi per covid; variante siciliana, dopo quella inglese.

Ulderico Nisticò