Siamo in mano a degli incapaci

 Come storico dilettante, e che, in quanto tale, si ricorda degli ultimi sei o sette millenni di storia umana, vi comunico che in tutte le umane vicende si trovano gravi e gravissimi momenti di difficoltà economiche, che la storiografia classica chiama le carestie; dal latino “careo”: mancare di qualcosa. Le carestie erano dunque dovute a scarsa disponibilità e produzione di derrate alimentari, e per cause naturali quali clima etc, e per umani errori. Del resto, fino a un secolo, secolo e mezzo fa, la terra si arava con i buoi e con attrezzi di legno, e, nell’Italia de 1920, cioè prima dell’ammodernamento e della Battaglia dei grano degli anni seguenti, un ettaro produceva tre (03!) quintali di grano. In tutto il mondo, le tecniche agricole erano spessissimo arcaiche, e comunque di poca efficacia. Capisco allora che si potessero verificare le carestie; con conseguenze sociali e politiche, eccetera.

 Parlo di agricoltura; ma ancora peggio andava in industria, se le stoviglie di metallo, rare, venivano lasciate in eredità di generazione in generazione; e oggi ne abbiamo le case piene, eccetera.

 Sì, ma non capisco come possano trovarsi in carestia l’Europa e gli Stati Uniti, territori in cui la tecnologia di qualsiasi cosa, agricoltura in testa, è migliaia di volte più avanzata e più diffusa di ogni altra epoca della storia. Insomma, secondo me è come se un tizio avesse la Ferrari senza saperla guidare.

 Attenti, Tizio ha la patente, cioè ha studiato per le domande orali, e ha passato l’esame di prova pratica; però saprebbe guidare, al massimo, una Pandina, e invece si trova con il fondoschiena sul sedile di un bolide.

 Siamo in mano a degli incapaci, però tutti con una o due o tre lauree e numerosi master; laureatissimi e specializzatissimi, però incapaci. Se vi serve un esempio, pensate alla guerra tra Russia e Ucraina, e all’assoluta inettitudine e assenza della bella statuina Ursula; e alla presenza determinante di Erdogan. Comincio a pensare che ha fatto bene a lasciarla senza sedia.

 L’Italia è dal 2011 in mano a tecnici, tutti eccelsi nel loro mestiere, e tutti incapaci. E già: mestiere dei tecnici è quello di eseguire, essendo incapaci di creatività e fantasia e innovazione; bensì, con un cervello meccanico e ripetitivo.

 Dovrebbero eseguire la volontà dei politici. Il dramma è che politici non ce ne sono, nel senso vero del termine.

 Se ci fossero, non avremmo l’inflazione al 9% (ufficiale!), e la disoccupazione alle stelle, e le bollette da pagare con il sangue. E nemmeno le autosanzioni europee alla Russia, delle quali la Russia se ne frega, e l’Europa le paga; mentre nulla fa per impedire la guerra.

 Se ci fossero dei politici veri, non resterebbero in un sistema che si dimostra ogni giorno più sbagliato e più rovinoso; ma lo muterebbero profondamente. Parlo del sistema liberale, sbagliato; e non certo dell’alternativa comunista, che è ancora più sbagliata. Sono, del resto, entrambe delle ideologie, quindi dei meccanismi da tecnici e da libri, avulse dalla realtà.

 Se i politici ci fossero…

Ulderico Nisticò