Sono tutte liste civiche…

 …con la sola eccezione della Ferro a Catanzaro. Non mi pare di aver letto che da qualsiasi parte ci sia una lista di partito.

 È senza alcun dubbio la crisi, anzi la cachessia e tisi e mortalità dei partiti, che possono considerarsi tutti come piramidi con vertici di dubbia origine, e senza base, quindi sospesi nel vuoto. Sono senza base, perché senza sedi, senza riunioni, senza congressi genuini; e senza ideali, ideologie, e nemmeno programmi o proposte. E, superfluo aggiungerlo, senza iscritti! Sono generali, colonnelli, capitani senza esercito. Il buffo è che hanno i voti: ne è chiaro esempio la Lega calabrese, che, prima del tracollo delle regionali all’8%, era arrivata al 22, ma essendo come il Cavaliere inesistente di Calvino sposato con la Muta di Portici.

 A Soverato troviamo tre liste, nessuna delle quali mostra alcuna caratterizzazione politica; e nessun candidato è lì in quanto indicato da un partito. E ciò lo dico, perché nessun candidato di Soverato (idem per Catanzaro: vedi sopra!) può dichiararsi esponente di un partito, e sollecitare gli elettori ritenuti di quello o questo partito. È assai improbabile che, a liste presentate, un candidato delle tre liste civiche si dichiari di un partito qualsiasi: e se lo facesse, sarebbe nettamente fuori tempo massimo. Ma tranquilli, non c’è questo pericolo.

 Fatta questa premessa, la legge elettorale consente tali candidature civiche, che quindi sono perfettamente lecite, però a titolo strettamente personale. Intanto, l’ho detto e lo ribadisco: LE LISTE VANNO PRESENTATE TRE MESI PRIMA, così evitiamo patemi delle 11.55 (storico), e candidature improvvisate.

 Facendo appello alla mia antica pratica di dirigente di partito comunale, provinciale, regionale e nazionale (e viceversa, attacchino di manifesti), io non posso non chiedermi cosa abbiano fatto i dirigenti, o sedicenti tali, dei partiti, quando a Catanzaro, a Soverato si preparavano le liste; se hanno tenuto riunioni con dibattiti interni: ed è evidentissimo che no. E già, la piramide di vertice senza base.

 Riassumendo: il prossimo giugno, ogni elettore di Catanzaro e Soverato voti per chi gli pare. Così farò io. L’ultima volta che ho sentito un obbligo politico e morale di voto era il 31 dicembre 1994, prima dell’ignobile operazione Alleanza Nazionale. È chiaro?

  A proposito, ci saranno anche i referendum sui giudici, lo stesso giorno delle elezioni; e io voterò sì senza manco leggere i quesiti, ma solo allo scopo di seminare (più di quanto già non ci sia!) “la discordia nel campo di Agramante”, cioè tra le caste dei politici e dei giudici.

Ulderico Nisticò