Sulla Statale 106 “Jonica” non si ferma la strage di Stato

statale 106

Incidenti, vittime e feriti sono destinati a crescere. L’assenza di un piano di messa in sicurezza urgente e di manutenzione ordinaria e straordinaria lascia senza parole. 

Il 2022 sulla strada Statale 106 “Jonica” in Calabria è iniziato nel modo peggiore possibile. All’alba del 10 gennaio, a seguito di un incidente stradale avvenuto a Corigliano-Rossano in provincia di Cosenza, è deceduto un giovane di 19 anni. Mentre nel pomeriggio è deceduto, dopo due giorni in ospedale, un signore di 74 anni, a seguito di uno scontro avvenuto nel comune di Sant’Andrea Apostolo sullo Ionio (CZ). Il giorno dopo, l’11 gennaio, è deceduto in ospedale un 47enne dopo qualche ora dallo scontro avvenuto a Riace in provincia di Reggio Calabria. Tre vittime sulla famigerata e tristemente nota “strada della morte” in Calabria nei primi 11 giorni di gennaio quasi a ricordarci che seppure passano gli anni la “strage di stato” – così ormai l’ho definita da anni – sulla S.S. 106 in Calabria continua. Inoltre, a giudicare dalla localizzazione di questi tre incidenti stradali, il segnale che il tragico destino sembra volerci far arrivare è molto semplice: sulla Statale 106 “Jonica” in Calabria si muore ovunque, sia in provincia di Cosenza che in quelle di Catanzaro, Reggio Calabria e Crotone.

Del resto, la strada Statale 106 “Jonica” in Calabria, dal ’96 ad oggi, ovvero da quanto esistono dei sistemi per il rilevamento dell’incidentalità e della mortalità stradale, ha prodotto oltre 11.000 sinistri, oltre 26.000 feriti (di cui migliaia con danni permanenti), ed almeno 750 vittime. In Calabria si estende per 415 chilometri e collega l’intera costa jonica risultando la seconda più importante arteria viaria dopo l’autostrada Salerno-Reggio Calabria. 

Il 13 gennaio, il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, ha pubblicato sul proprio sito web un documento di sintesi sugli investimenti previsti nella legge di bilancio approvata a dicembre scorso. La dotazione finanziaria è pari a 36,1 miliardi. Sono tantissimi soldi.

Gli investimenti previsti nelle infrastrutture stradali sono pari a circa un terzo: 10.750 milioni di euro. Queste risorse, però, non sono immediatamente disponibili. Perché tra il 2022 ed il 2026 potremo investire solo 2.830 milioni di euro, dal 2027 al 2030 potremo investire solo 4.320 milioni di euro e dal 2030 al 2036 potremo investire i restanti 3.600 milioni di euro. Nelle infrastrutture stradali sostenibili di regioni (incluso Friuli-Venezia Giulia per strade statali nella regione), province e città metropolitane dal 2022 al 2036 sono previsti 3.350 milioni di euro. Per ponti, viadotti e strade provinciali 1.400 milioni di euro. Per le strade delle aree interne 50 milioni di euro, per le infrastrutture Stradali Regionali – Cispadane 200 milioni di euro, per le infrastrutture Stradali Regionali – Tirreniche 200 milioni di euro e per le Strade dei parchi A24/A25 1.000 milioni di euro.

Infine, 4.550 milioni di euro sono previsti dal 2022 fino al 2036 per il Contratto di Programma Anas 2022-2026. Incluse le opere commissariate in cui rientra la Statale 106.

Occorre ricordare che il 3 febbraio 2021 il Commissario Straordinario per la Statale 106 (ex amministratore delegato di Anas Spa), ha avuto modo di presentare, in audizione presso la Commissione Trasporti della Camera dei Deputati, i 12 interventi commissariati previsti sulla S.S.106. Le risorse disponibili sono pari a 884 milioni di euro ma, fatta eccezione per la Variante di Crotone (8Km circa), e la Variante di Palizzi marina (2Km circa), tutti i restanti 10 interventi hanno necessità di un fabbisogno economico per poter essere realizzati. In pratica fatta eccezione per i 256 milioni di euro che serviranno per realizzare appena 10Km di Nuova Statale 106 per due varianti (Crotone e Palizzi marina), si è scelto di distribuire i restanti 628 milioni di euro in 10 interventi che, senza altre risorse, chiaramente resteranno irrealizzati. Perché – come è stato chiarito dal Commissario suddetto – il fabbisogno economico necessario al completamento di questi 10 interventi è pari a circa 2.192 milioni di euro che – per inciso – dovrebbero arrivare dal Contratto di Programma Anas 2022-2026. In pratica sui 4.550 milioni di euro previsti dal 2022 al 2036 nel CdP di Anas Spa il 48,2% (circa la metà), dovrebbe essere destinato alla Statale 106 “Jonica” in Calabria. Non solo, ma dovremmo anche sperare che queste risorse bastino per la realizzazione di circa 90Km di Nuova Statale 106 che peraltro riusciremo ad ottenere non prima del 2045, volendo essere ottimisti, visto e considerato che le risorse saranno disponibili non prima del 2036…

Le perplessità legate a questa pianificazione sono molte.

Innanzitutto c’è da capire se esiste un piano di messa in sicurezza urgente e di manutenzione ordinaria e straordinaria della Statale 106 “Jonica” in Calabria che possa limitare incidenti, feriti e vittime dal 2022 fino al 2045 sui circa 90 chilometri che si dovranno ammodernare ma anche e, soprattutto, sui rimanenti 260 chilometri… Poi c’è da capire se dal Contratto di Programma Anas 2022-2026 arriveranno 2.192 milioni di euro sulla Statale 106 perché, in tutta franchezza, ritengo che sia davvero poco probabile… Infine, c’è da capire se vi è la volontà del Governo di investire risorse sulla Statale 106 e, soprattutto, se le modalità previste e gli strumenti adottati consentiranno di riuscirci in tempi ragionevoli (quindi, non oltre il 2045).

Ritengo che i problemi diversi legati alla Statale 106 “Jonica” in Calabria non siano più rinviabili.

Leggendo i numeri legati all’incidentalità ed alla mortalità stradale si evince che incidenti, vittime e feriti sulla “strada della morte” in Calabria nei prossimi anni sono destinati ad aumentare sempre di più. Per un motivo semplice: il tempo passa e la strada diventa sempre più vecchia e inadatta a gestire gli attuali volumi di traffico (soprattutto nella stagione estiva). L’assenza di un piano di messa in sicurezza urgente e di manutenzione ordinaria e straordinaria lascia davvero senza parole.

Guardando alla storia del nostro Paese, dall’unità d’Italia ad oggi, è impossibile che circa il 50% delle risorse destinate al CdP di Anas Spa possa essere destinato alla sola Statale 106 e poi, anche se fosse, è davvero poco probabile che possa bastare per realizzare tutto ciò che è stato previsto nel piano del Commissario Straordinario. Questo aspetto, sia chiaro, sottende una precisa volontà politica di non investire sulla Statale 106 in Calabria.

Allora cosa fare? Quali sono le scelte possibili che bisogna adottare per invertire la rotta? In particolare adesso, cioè in un momento storico che offre comunque delle opportunità straordinarie che, se non verranno colte, aumenteranno ancora di più il divario tra la Calabria jonica ed il resto della Calabria, del Paese e dell’Europa?

L’unica possibilità è quella di essere, mai come oggi, concreti.

Per esserlo, però, bisogna prima di tutto fare un salto culturale. Non è più possibile che i nostri rappresentanti politici (soprattutto a Roma), facciano gli interessi dei loro Partiti che li hanno nominati. Ora è il momento che debbono unirsi per difendere gli interessi generali del territorio calabrese che li ha eletti. Questo cambiamento radicale non è facile ma è necessario e non più rinviabile!

Poi è fondamentale puntare sulla competenza. Non è più possibile che sui problemi complessi legati alla Statale 106 in Calabria vi siano amministratori locali e semplici volontari delle associazioni presenti sul territorio che sono più preparati di un Viceministro, di un dirigente tecnico di Anas Spa o di un tecnico della Regione Calabria.

Infine, c’è bisogno di un nuovo protagonismo regionale. In questo senso ritengo che sia necessario pretendere ed ottenere che il Commissario attuale sia rimosso dal suo incarico e che il nuovo Presidente della Giunta Regionale possa diventare Commissario Straordinario per la Statale 106.

Solo se noi calabresi riusciremo oggi a cambiare noi stessi potremo imporre un cambiamento nella visione dei futuri Governi sulle infrastrutture da realizzare in Calabria. Bisogna esserne pienamente consapevoli e, soprattutto, bisogna assumersi delle responsabilità. Altrimenti, sia chiaro, le conseguenze per le generazioni future della nostra regione, se ciò non accadrà subito, saranno drammatiche. Il primo rischio, purtroppo, è quello di perdere la vita sulla Statale 106 “Jonica” …

 Fabio Pugliese