Appello dell’ANP a. S.E. il Prefetto di Catanzaro e al Presidente della Regione Calabria

 Riapertura scuole secondarie di secondo grado Problematiche relative ai doppi turni di entrata ed uscita previste per la ripresa delle attività didattiche da 20 settembre 2021

L’ANP Struttura di Catanzaro

Preso atto che dal tavolo di coordinamento prefettizio, istituito ai sensi dell’art. 1, comma 9, lett. s) del DPCM 3 dicembre 2020, per valutare le soluzioni percorribili in vista della ripresa delle attività didattiche il 20 settembre 2021 per l’a.s. 2021-22, con particolare riguardo ai problemi dei trasporti degli studenti, sono stati escluse le rappresentanze sindacali dei Dirigenti Scolastici, che conoscono a fondo le problematicità riconducibili al “mondo scuola” avendo piena contezza delle necessità di spostamento di studenti e docenti e, quindi, in grado di proporre soluzioni ragionevoli e basate sui dati di realtà;
Preso atto del “Documento operativo anno scolastico 2021-2022” prot. n. 16504 del 16-09-2021 della Prefettura di Catanzaro, notificato alle scuole in pari data;
Ritenuto che l’esclusione dal tavolo di coordinamento non deve, in ogni caso, precludere la leale collaborazione tra istituzioni e che sussiste la massima disponibilità dei DD.SS. della provincia di Catanzaro a fornire il competente parere tecnico in quanto referenti qualificati e diretti delle istanze di studenti, famiglie e territorio;
Ritenuto necessario che al tavolo provinciale coordinato da S.E. il Prefetto di Catanzaro siano invitati anche i dirigenti scolastici, in quanto parti direttamente coinvolte nell’organizzazione dei servizi scolastici sia dal punto di vista della fattibilità e delle ricadute didattiche delle soluzioni adottate, sia per l’organizzazione del lavoro del personale ed in quanto le soluzioni “calate dall’alto” spesso si scontrano con la realtà non producendo gli effetti sperati, soprattutto in situazioni emergenziali in cui non c’è tempo da perdere.
Solo, infatti, i dirigenti scolastici hanno piena contezza delle necessità di spostamento di studenti e docenti e quindi sono in grado di proporre soluzioni ragionevoli e basate sui dati di realtà;
Sentiti i dirigenti scolastici delle scuole secondarie di II grado della provincia,

intende, nello spirito di collaborazione che ha sempre distinto questa organizzazione sindacale, comunque, nonostante tutto,  portare il proprio contributo al dibattito in corso ed al tavolo di coordinamento, illustrando le criticità connesse all’imposizione della flessibilità oraria di due ore in ingresso e in uscita degli studenti, prevista dal citato “Documento operativo anno scolastico 2021-22”, a soli tre giorni dall’inizio del nuovo anno scolastico, tempistica che, oltre a lasciare perplessi, mette in evidenza lo scarso rispetto nei confronti del lavoro quotidiano dei Dirigenti scolastici che sono costretti, da due anni, a cambiare continuamente i piani di rientro degli alunni preparati con scrupolo e professionalità assoluti.
Nel superiore interesse degli studenti, già ampiamente danneggiati dalla situazione contingente del passato anno scolastico 2020/2021, nonché dalla pregressa stasi delle attività didattiche in presenza avutasi per la gran parte dell’anno scolastico scorso, ritiene, tuttavia,  decisamente non applicabile la unilaterale imposizione della flessibilità oraria che prevede due ore di distanza tra il primo e il secondo ingresso di studenti a scuola in quanto, per chi ha contezza del mondo della scuola, si possono facilmente prevedere una serie di criticità difficilmente affrontabili e che comunque, se perseverate, avranno una ricaduta negativa sul percorso di studi degli studenti:

1. Orario giornaliero di lezione di 6 ore: soprattutto nei tecnici e nei professionali, ma talora anche nei licei, l’orario delle lezioni prevede le 6 ore (ovviamente si parla di lezioni curricolari con esclusione di PCTO, corsi di recupero, progetti), con attività di Esecuzione e di Interpretazione pomeridiane per i Licei Musicali e Coreutici previsti dagli Ordinamenti, di conseguenza gli studenti del secondo turno entrando a scuola alle 10:00 dovrebbero inevitabilmente uscire alle 16.00 e 18:30 per gli altri casi, senza che ne venga garantito il rientro. La maggior parte delle scuole non è fornita di locali da adibire a mensa, perciò si deve accettare che studenti e insegnanti non pranzino, in quanto il consumo di cibo nelle aule non è autorizzato e comporterebbe interventi di pulizia e sanificazione oggettivamente impraticabili;
2. Non è previsto, per le scuole secondarie di II grado, un tempo mensa. Gli studenti non possono e non debbono pagare prezzi troppo alti: le condizioni di permanenza a scuola sono già complicatissime fra distanziamenti, mascherine, turni per l’utilizzo dei servizi igienici e permanenza continua al banco. Risulterebbe molto difficile aggiungere a questo l’impossibilità di consumare un pasto in condizioni per lo meno accettabili e rientro a casa ad ore preserali senza possibilità di dedicarsi seriamente allo studio;
3. Molti docenti prestano servizio su più scuole (spesso anche lontane tra loro) e il loro orario è organizzato tenendo conto delle esigenze delle diverse scuole, sarebbe impossibile gestire un orario che tenga conto della flessibilità di due ore che ogni singola scuola dovesse prevedere. La proposta di un ingresso diversificato in due turni comporta anche la rivisitazione dell’orario dei docenti – opera estremamente complessa e pressoché impossibile in molti casi – dato il gran numero di esigenze e di vincoli da rispettare. Nella maggior parte degli Istituti, sono presenti docenti che, nella migliore delle ipotesi operano su più plessi e, nella peggiore, su più istituti, talora dislocati su territori comunali differenti e distanti tra loro. Inoltre molti docenti rischiano di entrare a scuola alle ore 8:00 ed uscire alle ore 16,00 poiché il loro orario prevede inevitabilmente attività di insegnamento sia nelle classi del primo turno che nelle classi del secondo turno.

4. Gli Istituti tecnici e professionali hanno sezioni serali per i lavoratori, che inizierebbero le lezioni in concomitanza con l’uscita del secondo turno degli studenti del diurno: in questo caso sarebbe impossibile gestire l’uscita dei corsi in contemporanea all’ingresso di quelli del serale; inoltre, in questa ipotesi, la sanificazione dei locali scolastici delle aule, dei bagni e delle aree comuni da parte dei collaboratori scolastici, oltre ad effettuare la vigilanza ed essere di supporto alle necessità degli alunni disabili, fra un turno e l’altro, sarebbe praticamente impossibile;
5. Il personale ATA sarebbe drammaticamente insufficiente per la gestione di orario così dilatato (7:30 – 19:00 per la pulizia e sanificazione degli ambienti scolastici), sia per quanto riguarda gli assistenti tecnici (indispensabili al funzionamento dei laboratori), sia per quanto riguarda i collaboratori scolastici che devono garantire la pulizia e la sanificazione delle aule, dei bagni e delle aree comuni oltre ad effettuare la vigilanza ed essere di supporto alle necessità degli alunni disabili.
6. Tutte le attività di recupero e potenziamento previste nel pomeriggio verrebbero conseguentemente ridotte, o peggio annullate, con grave danno per gli allievi ed un complessivo impoverimento dell’offerta formativa.
7. Il Piano trasporti predisposto per l’anno scolastico 2020-21 almeno in alcuni territori non garantiva le doppie corse per buona parte dei comuni dell’entroterra.
8. E’ bene precisare che vi è una presa di posizione piuttosto determinata di circa l’80% dei genitori che hanno già fatto presente che non faranno frequentare le attività didattiche ai loro figli qualora fossero assegnati al secondo turno (10:00 – 16:00), in quanto essendo la maggior parte alunni pendolari, molti dei quali provenienti da comuni notevolmente distanti dai poli scolastici,  rientrerebbero a casa oltre le ore 18,00 compromettendo la possibilità di studio a casa.
9. Ancora, non si può prescindere dal tenere in considerazione l’esperienza maturata in merito nell’anno scolastico 2020-21. Le poche corse delle ore 10,00 e delle ore 16,00 viaggiavano completamente vuote, in quanto quasi tutti gli studenti arrivavano comunque in prossimità degli istituti alle ore 8,00, creando pericolosi assembramenti e aumentando anche il rischio di inevitabili problematiche di ordine pubblico, senza sottacere, inoltre,  e che il 70% degli studenti richiedeva il permesso di uscita anticipata per assicurarsi la corsa di rientro a casa delle ore 14,00.
L’ANP, struttura di Catanzaro, ritiene non accettabile riversare sulle scuole responsabilità e compiti che non sono proprie, e che, ovviamente, competono ad altri (es.: monitoraggio e piano trasporti all’Assessorato Regione Calabria), mentre, d’altro canto, non può assistere inerme al tentativo di limitare l’autonomia delle Istituzioni scolastiche, nello specifico “l’autonomia organizzativa” sancita dal D.P.R. 275/99.

La ripresa delle attività didattiche per il nuovo anno scolastico 2021-22 per come “imposta” non appare un’opzione praticabile; infatti il doppio turno di ingresso e di uscita “in considerazione all’orografia del territorio provinciale” è di difficile, se non impossibile, attuazione, se non ledendo il fondamentale diritto allo studio costituzionalmente sancito, impedendo di fatto agli studenti provenienti dai comuni dell’entroterra provinciale la frequenza delle attività didattiche; mentre lo sarebbe aumentando, a parità di orario, le corse indirizzate ai pendolari, anche con il ricorso alle ditte private e/o del settore turistico e, ove possibile, con bus riservati ai soli studenti assicurando così “un servizio di trasporto ESCLUSIVO per gli studenti”.

Questa organizzazione sindacale rinnova a chiare note la proposta di utilizzare specifiche corse riservate al trasporto esclusivo degli studenti ricorrendo agli operatori del turismo scolastico, in precise fasce orarie per evitare scaglionamenti di entrate/uscite e doppi turni che oggi sarebbero improponibili vista la complessità dell’organizzazione delle famiglie, le esigenze degli alunni e le risorse umane a disposizione delle scuole.

Devono essere i trasporti a fornire servizi calibrati sulle esigenze delle scuole, dei genitori e degli alunni e non il contrario.
Sarebbe auspicabile che i decisori politici facessero proprio questo semplicissimo concetto e si spendessero per renderlo attuabile.

In conclusione, si ritiene che l’unica soluzione percorribile resti esclusivamente un unico turno di entrata e di uscita (o con due turni intervallati da 10/15 minuti).

Le proposte sopra esposte, scaturite dall’esperienza maturata sul campo “scolastico”, sono sottoposte all’attenzione delle SS. LL. anche alla luce di un’analisi seria e qualificata della realtà scolastica provinciale.
L’ANP, struttura di Catanzaro, è certa che le SS.LL. vorranno esaminare le considerazioni esposte con spirito di collaborazione e con l’intento di fornire un apporto significativo per l’individuazione di strategie utili a garantire il diritto allo studio dei ragazzi, senza trascurare il diritto alla salute di tutti.

Nel ribadire la disponibilità a fornire un qualificato contributo per trovare soluzioni condivise e percorribili per il benessere degli studenti,  si coglie l’occasione per porgere cordiali saluti.

Domenico Servello
Presidente Struttura ANP di Catanzaro