Assolto il 74enne che contestò un vigile dopo una multa sul lungomare di Soverato

Riceviamo e pubblichiamo:
Termina in appello la spiacevole esperienza giudiziaria: non fu né minaccia né tantomeno oltraggio. 

Era l’estate del 2013 quando durante una rimozione forzata di un veicolo sul lungomare di Soverato, l’anziano soveratese (che passeggiava tranquillamente sul lungomare) contestò pacificamente l’operato del pubblico ufficiale presente sul posto, pur non essendo il proprietario del veicolo sanzionato. Contestazione non gradita dal vigile urbano che nell’immediatezza dell’accaduto, non ha esitato a redigere un verbale contenente il presunto reato commesso dal 74 enne.

Da lì, 7 anni e mezzo di udienze e timore di una condanna ingiusta. In primo grado, infatti, dopo una prima accusa di violenza o minaccia a pubblico ufficiale (a causa di quanto riportato sul verbale), caduta in dibattimento grazie alla tesi difensiva dei legali di fiducia Massimiliano Stefanelli e Antonella Brancati, l’anziano soveratese veniva comunque condannato a due mesi di arresto con modifica del capo di imputazione in sentenza (da violenza o minaccia a pubblico ufficiale ad oltraggio a pubblico ufficiale).

Sentenza che veniva prontamente impugnata in appello e successivamente, all’esito dell’udienza del 14 settembre scorso, veniva emessa sentenza di assoluzione perché il fatto non sussiste.

Con il deposito delle motivazioni, si è appreso che la Corte di Appello di Catanzaro, presieduta dalla Dott.ssa De Franco, ha accolto la tesi difensiva. È stato infatti ribadito il principio giurisprudenziale, ormai consolidato, che ammette la configurazione del reato di oltraggio a pubblico ufficiale solo nel caso in cui le frasi oltraggiose vengono udite da più soggetti, diversi dai colleghi del pubblico ufficiale in questione.
Un lieto fine quindi per l’anziano soveratese.