Che succederà alle regionali della Calabria?

In un mese, il quadro politico nazionale è radicalmente cambiato, con un governo 5st – PD; e la Lega, vittima di qualche Machiavelli della domenica, finita all’opposizione. A tale proposito, in questa sede dirò che Salvini ha commesso un errore disastroso; e se proprio voleva fare il furbo, doveva agire in modo che la crisi la provocassero gli stellati; e invece l’ha dichiarata lui.

Ma ormai è fatta, e il PD, erede di due tradizioni solidissime di potere e sottopotere, DC e PCI, sta già mettendo radici in ogni dove.

Tra quelle che il Machiavelli autentico chiamerebbe le barbe, ovvero radicamento sul territorio, ci sono le elezioni locali. Dall’8 marzo 2018, il PD, dopo quella nazionale, ha subito solo pesantissime legnate alle regionali e in molte importantissime comunali. Logico che voglia riprendersi.

Si vota di sicuro in Umbria e poi Emilia Romagna, e già il PD propone ai Cinque una lista comune. E in Calabria? Prima o poi anche la Calabria dovrà votare, se i nostri ineffabili consiglieri non riescono a rinviare: via, qualche altro mesetto di stipendio…
Aggiungete che il PD calabrese è a pezzetti, con attacco… ad Oliverio.

Quanto ai Cinque, in Calabria hanno un numero enorme di deputati e senatori, ma nessuno li ha mai sentiti nominare nemmeno per sbaglio; a parte la Corrado, e solo per questioni professionali.

Una lista PD – Cinque, per quanto improvvisata, potrebbe essere per entrambi una soluzione tecnica: i Cinque piazzerebbero dei consiglieri regionali; il PD risolverebbe il problema di come eliminare Oliverio.

E il presidente? Uh, ci pensa la società civile! La sinistra calabrese è zeppa di filosofi, poeti, profeti, scienziati, professoroni… Se fosse vero che la cultura migliora le cose, la Calabria sarebbe più ricca della California: ahahahahahahahah. Prenderanno un dotto dottissimo, magari benedetto.
E gli altri? Premessa: tra gli errori immani di Salvini, c’è che ha riesumato il politicamente morto Berlusca, con una FI data sotto Fratelli. Ora, che lo voglia o no, deve patteggiare con il centro(destra) e con FI; e anche in Calabria.

Qui la Lega, che andò bene già nel 2018, è andata alla grande alle europee; e stava registrando adesioni – anche troppe, anche improvvisate. Ebbene, in un anno e due mesi, la Lega non ha fatto nulla di politico, tranne una riunione lampo da nulla poi seguita. Nessuna opposizione, in una Calabria che di spazi per opporsi ne ha a milioni; nessuna proposta, in una Calabria che ha bisogno di tutto. Salvini era senatore in Calabria.
La classe dirigente leghista in Calabria è palesemente scarsa di spessore e di idee: e non ha mostrato l’umiltà di chiederne a chi ne ha.

Ora porterà i suoi consensi in dote ad un’ammucchiata berlusconiana. Ragazzi, la Calabria ha già dato, con Pino Nisticò e GB Caligiuri, con Peppino Chiaravalloti, con Pino Scopelliti e Stasi; ed è arduo tentare di giudicare chi sia stato più dannoso. Né scordiamo il branco di inutili assessori. Ebbene, uno di costoro o roba simile sarà candidato a presidente, e potrebbe anche vincere, con relativi assessori di centro(destra).
Con quale programma, con quale pensiero, con quale capacità? Abbiamo già visto che il centro(destra) calabrese vale quanto il centrosinistra: niente. S’intende, politicamente parlando.
Per la Calabria, comunque vada a sx o centro(dx), sarà una disgrazia.

Ulderico Nisticò